Anglotedesco

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martedì 12 gennaio 2021

Minacce a Biden ,incubo sicurezza

 


di Francesco Semprini 

Nulla sembra ostacolare l'avvio della procedura di impeachment per Donald Trump, la seconda della sua tumultuosa reggenza. L'ultimatum con cui Nancy Pelosi ha chiesto a Mike Pence di procedere alla rimozione del presidente entro oggi per evitarne la messa in stato di accusa, sembra essere caduto nel vuoto. Anzi lunedì sera, dopo un silenzio che durava dal giorno dell'assalto al Congresso, Trump e Pence si sono incontrati nell'ufficio Ovale in un clima di apparente armonia, tanto da affermare congiuntamente «che i riottosi del Congresso non rappresentano il movimento America first sostenuto da 75 milioni di americani». E soprattutto si sono impegnati «a continuare il lavoro per conto del Paese per il resto del loro mandato». Affermazione che escluderebbe il ricorso al 25esimo emendamento. Si va verso il voto per l'impeachment alla Camera con almeno dieci deputati repubblicani vicini a rompere i ranghi e pronunciarsi a favore, ma con tutte le incertezze procedurali e tempistiche relative al Senato. Mentre alcuni giuristi evocano il ricorso al 14esimo emendamento che consentirebbe di tagliare fuori Trump senza interferenze e in tempi rapidi. Il conto alla rovescia verso l'inaugurazione del 20 gennaio, alla quale ha detto di voler partecipare anche Ivanka, facendo così infuriare Donald Trump, è intanto accompagnato da bollettini di allerta sul rischio di azioni violente. L'Fbi sta monitorando notizie di "varie minacce" nei confronti di Joe Biden, Kamala Harris e la presidente della Camera Nancy Pelosi. Accogliendo la richiesta della sindaca della capitale, Muriel Bowser, Trump ha approvato una dichiarazione di emergenza per Washington attiva sino al 24 gennaio. La prima cittadina ha invitato gli americani a evitare la città durante la cerimonia di giuramento, anche se Joe Biden, da parte sua, ha detto che non teme di giurare all'aperto sul fronte occidentale di Capitol Hill. E mentre l' Fbi insiste sul fatto di aver inviato chiari avvertimenti sulla minaccia di violenze il giorno prima dei fatti del Congresso del 6 gennaio, gli investigatori si concentrano ora sul rischio di azioni nella capitale il 17 gennaio, ma anche periferiche, a ridosso dei Capitol dei singoli Stati, come menzionato in un volantino riconducibile al gruppo estremista Boogaloo. Il timore, inoltre, è di infiltrazioni in assembramenti come quello a Tuscalosa dove un fiume di persone, ignorando per altro le misure anti Covid, ha celebrato la vittoria degli Alabama Crimson Tide nel campionato di football universitario. La faida trumpiana nel frattempo prosegue su vari fronti. Quello digitale dove Airbnb ha deciso di cancellare le prenotazioni a Washington DC di sospetti violenti, terroristi e facinorosi. E Paypal blocca il crowdfunding di un sito, GiveSendGo, a sostegno di coloro che hanno partecipato all'attacco al Campidoglio.Intanto, Twitter e Facebook sono stati bloccati da North Idaho Internet, provider regionale che fornisce il segnale Internet, come ritorsione alla loro censura. Twitter a sua volta ha sospeso 70mila account legati al movimento QAnon. Al di fuori della dimensione cibernetica, una pattuglia di deputati progressisti ha presentato una legge che consente a una commissione di indagare e potenzialmente espellere i deputati repubblicani che hanno contestato i risultati elettorali di novembre. Harvard Institute of Politics ha invece rimosso dal comitato consultivo la deputata Elise Stefanik perché tra i 147 repubblicani che si sono rifiutati di certificare la vittoria del ticket Dem.Il segretario di Stato Mike Pompeo, infine, ha cancellato il suo ultimo viaggio all'estero, a Bruxelles: una ritirata strategica - dicono i media - visto che il ministro degli Esteri del Lussemburgo e altri alti responsabili Ue si sono rifiutati di incontrarlo . 

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