Anglotedesco

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sabato 23 gennaio 2021

«Nessuno andrà via» .Forza Italia si blinda ma la caccia continua


da IL CORRIERE DELLA SERA del 23 gennaio 2021

 Si imbarcherebbero pure, se solo ci fosse una nave, o anche una zattera, per approdare in luoghi sicuri. Ma non c’è: «Conte non offre un progetto, un partito, una lista. Non nascono due gruppi al Senato e alla Camera così, nemmeno i più spaventati tra i deputati e senatori, i più disinvolti o i più cinici si lanciano oggi in un’avventura così rischiosa», racconta un big azzurro che conosce bene le dinamiche del suo partito e quelle parlamentari.E così, in una Forza Italia pur da mesi e mesi travagliata, non si vedono all’orizzonte responsabili pronti a offrire il loro voto a Conte. E dire che si prova dalla maggioranza ad agganciarli: «Tra telefonate, pressing e appostamenti vari si sta superando ogni limite di decenza istituzionale. Il Paese è da giorni ostaggio di una crisi di governo che non arriva mai ad un punto fermo», si indigna la capogruppo azzurra al Senato Anna Maria Bernini, che da giorni è impegnata a tallonare i suoi e che li difende perché «quotidianamente sbattuti sui giornali» nonostante le «loro chiarissime e ripetute dichiarazioni di lealtà politica».In effetti, i vari senatori sospettati di poter cedere — da Vitali alla Minuto a Masini — continuano a smentire fermamente ogni tentazione di lasciare il gruppo. Per convinzione, per paura, per coerenza, per incertezza, tutti in queste ore restano fermi dove sono. Dopo Causin e Mariarosaria Rossi — che rivela di aver ricevuto «insulti e minacce» per la sua scelta ma che non si pente — al Senato nulla sembra muoversi. E anche Mara Carfagna, la leader dell’ala più dialogante di FI, non concede nulla e anzi è netta nel dire che «per liberali e garantisti, dire no all’azione del ministro Bonafede non è tattica politica, ma un dovere morale».Il passaggio parlamentare di mercoledì, quello del voto sulla relazione del Guardasigilli, è a rischio per il governo, perché è il terreno su cui è più difficile registrare aperture nel centrodestra. Se mai verrà scavallato però, la guerra di nervi continuerebbe. Se infatti Salvini, Meloni e Tajani al Quirinale sono stati netti — ci sono solo le elezioni — e anche Silvio Berlusconi, pur con toni meno tranchant, apre al voto per non restare immobili «altri due anni» se non si riuscirà a formare un nuovo governo, le grandi manovre continuano. Perché prima delle urne ci saranno comunque altre strade da esplorare.Osvaldo Napoli, uno dei deputati che più auspicano soluzioni «sagge», prevede che i numeri per formare un governo potranno arrivare «quando il Pd saprà frenare le sue pulsioni suicide separandosi dal M5S». Un modo per dire che formule diverse da quella attuale sono possibili. E anche Renato Schifani, consigliere di Berlusconi, rivendica l’atteggiamento sempre responsabile del suo partito: «Il momento che viviamo richiede stabilità e una responsabilità che a FI non è mai mancata e che si riflette nella capacità di avanzare proposte pur nella salda permanenza all’opposizione». 

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