Anglotedesco

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mercoledì 20 gennaio 2021

Oggi il centrodestra da Mattarella :«Basta con la compravendita di eletti»

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 21 gennaio 2021.Cesare Zapperi

«Il Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio». Il centrodestra in pubblico si mostra compatto e si schiera dietro una linea comune che esprimerà al presidente della Repubblica questo pomeriggio quando sarà ricevuto al Quirinale. La nota congiunta emessa al termine dell’ennesimo vertice alla Camera cui hanno partecipato di persona Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (FdI), Antonio Tajani (FI), Maurizio Lupi (Noi con l’Italia) e Lorenzo Cesa (Udc) e in collegamento Silvio Berlusconi e Giovanni Toti (Cambiamo), parla di «situazione insostenibile» per via di «una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l’impegno preso con gli elettori».Ma è proprio su questo aspetto che durante la riunione dei leader sono emersi malumori. Il trasloco in maggioranza dei senatori azzurri Mariarosaria Rossi e Andrea Causin è rimasto indigesto, in particolare a Salvini. Il segretario leghista è stato il primo a sollevare il tema, come poi ha ricordato su Facebook: «Il governo ha comprato i Responsabili, i Costruttori, i Volenterosi come i due parlamentari eletti con FI e quindi anche con i voti della Lega, eletti per fare politiche di centrodestra».Salvini ne avrebbe chiesto conto direttamente a Berlusconi che, dettosi sorpreso per la scelta dei due senatori, avrebbe assicurato che non vi saranno ulteriori smottamenti. Un appello pressante a tenere i ranghi compatti è stato rivolto ai rappresentanti delle forze minori, oggetto in questi giorni di attenzioni e offerte che rischiano di mettere a rischio la tenuta del centrodestra. C’è il timore che ci possano essere nuove fuoriuscite e al momento, quindi, la priorità è cercare di evitare di offrire altri puntelli a una maggioranza risicata.È anche per questo che ieri, a differenza delle prime reazioni post voto nell’Aula del Senato, non è stata ripetuta la richiesta di andare ad elezioni anticipate. Da un lato, si vuole vedere se la caccia al parlamentare degli avversari darà frutti a breve. Dall’altro, per Salvini, Meloni e Berlusconi è importante il confronto che avranno con il presidente della Repubblica. Sul primo fronte, tutti guardano ai senatori dell’Udc Paola Binetti e Antonio De Poli. La prima, in particolare, è stata sibillina parlando di nuova politica basata su sostegni alla famiglia su cui «si può ragionare», mentre il secondo ha smentito le voci su un suo cambio di campo. Al capo dello Stato, invece, i leader ribadiranno le loro critiche sulla debolezza di una maggioranza «raccogliticcia». Ma con la consapevolezza che i margini di manovra del Quirinale in questa fase sono limitatissimi.

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