Anglotedesco

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martedì 12 gennaio 2021

Ora i contagi crescono."Lo Stato di emergenza va prorogato di sei mesi"


di Paolo Russo 

Mentre la pandemia continua a mietere vittime, altre 616 ieri in Italia che oggi supererà la soglia degli 80mila morti, c'è chi sembra aver trovato l'uovo di Colombo per moltiplicare al quadrato la produzione ancora carente di vaccini. La notizia è passata quasi inosservata ma Sudafrica e India, primo produttore al mondo di farmaci generici, hanno dato l'assalto alla santa sanctorum delle multinazionali farmaceutiche: il brevetto che lascia nelle mani di big pharma il monopolio della produzione dei vaccini. Per questo i due Paesi hanno chiesto formalmente al Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, di sospendere la tutela brevettuale per vaccini e cure anti-Covid. Una mossa estrema, che potrebbe però aprire una breccia, perché l'articolo 31 dell'accordo Trips, quello che regolamenta scambi commerciali e diritti di proprietà intellettuale tra i Paesi del Wto, consente di bypassare i brevetti e concedere licenze obbligatorie per la produzione di farmaci essenziali. Magari dietro il pagamento di royalty alle aziende detentrici dei brevetti. Che del resto dall'Europa, così come da altri Stati, hanno ricevuto risorse non solo per l'acquisto delle dosi, ma anche per la ricerca e la produzione. Per un paese come il nostro, con molti siti produttivi farmaceutici, sarebbe la svolta in grado di accelerare la campagna di vaccinazione, che dal punto organizzativo ora va, tant'è che alle 22 di ieri i vaccinati erano oltre 787.050 con il 55,9% delle dosi consegnate già iniettate. Ma il ritmo resta comunque lento per carenza di materia prima. Ieri alla sede romana dell'Iss sono arrivate le prime 47mila dosi del vaccino Moderna, che saranno distribuite nei prossimi giorni dando priorità a quelle con un maggior numero di abitanti over 80. Ma si tratta di briciole, perché con il richiamo da fare dopo 4 settimane parliamo di immunizzare poco più di 23 mila grandi anziani su 4 milioni e 400mila che resteranno in attesa. Il cambio di marcia si potrà fare a metà febbraio se come sembra l'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, autorizzerà il vaccino di AstraZeneca, del quale l'Italia ha opzionato oltre 40 milioni di dosi, 16 nel primo trimestre. I nuovi studi dimostrerebbero una maggiore efficacia, pari al 72%, somministrando due dosi piene ma a distanza di 12 settimane anziché 4. Questo permetterebbe di immunizzare da subito un maggior numero di persone, magari anticipando il turno della fascia 60-70 anni in buone condizioni di salute, visto che le performance del vaccino di Oxford sarebbero comunque inferiori a quelle degli antidoti a stelle e strisce di Moderna e Pfizer, ben al di sopra del 90% di efficacia. In attesa che i vaccini alzino una barriera il Cts chiede di non abbassare quella delle restrizioni che devono mitigare gli effetti dell'epidemia e chiede di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 luglio anziché a fine aprile come è orientato il governo. Che oggi o al massimo domani varerà il decreto che con ogni probabilità porterà in fascia rossa Lombardia e Calabria e in arancione almeno altre 12 regioni. Il provvedimento recepirà anche il no degli esperti alla riapertura programmata per il 18 degli impianti da sci, "anche considerando che la maggior parte si trova nelle regioni con maggiore incidenza di casi". Le regioni dell'arco alpino fanno buon viso a cattivo gioco ma chiedono "ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite". Confermato invece il via libera del Cts ai mondiali di sci a Cortina, ma a porte chiuse. E se lo sci resta al palo altrettanto si può dire per la scuola, dove molte regioni che avevano spostato al 15 o al 18 la ripresa delle lezioni in presenza per il 50% dei ragazzi delle superiori sembrano ora orientate ad un ulteriore slittamento, destinato ad ampliare la protesta montante di docenti e studenti. Al fatto che la riapertura delle scuole si allontani sembra del resto rassegnarsi anche il Ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, che spalleggiata dai presidi dell'Anp ha annunciato l'intenzione di richiedere «ristori formativi» per i ragazzi in dad da novembre. Bonus lezioni di sostegno nel pomeriggio ma anche di aiuto psicologico per la generazione Covid, in crisi di astinenza sociale ed affettiva . 

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