Anglotedesco

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lunedì 11 gennaio 2021

«Rimozione subito o impeachment».Ultimatum a Trump



di Francesco Semprini 

Nancy Pelosi invia un ultimatum a Mike Pence chiedendogli di procedere alla rimozione di Donald Trump entro domani, in caso contrario procederà alla immediata votazione della procedura di impeachment per il 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America, la seconda della sua tumultuosa reggenza. Il tutto mentre le autorità federali lanciano l'allarme su possibili proteste armate da parte dell'organizzazione estremista "Boogaloo", come anticipato già ieri dal nostro giornale. l'ultimatum dem Il gruppo Dem alla Camera dei Rappresentanti, guidato dalla speaker Nancy Pelosi, ha istruito ieri la procedura di messa in stato di accusa nei confronti di Trump, con l'accusa di aver incitato i sostenitori a occupare Capitol Hill, assalto in seguito al quale hanno perso la vita cinque persone. Quattro pagine e un solo capo di imputazione, quindi, incitamento all'insurrezione in riferimento alle false dichiarazioni di vittoria contro Joe Biden, alle pressioni sui dirigenti della Georgia per ribaltare l'esito del voto e alle invettive usate nel comizio del 6 gennaio prologo all'assalto al Congresso. «Il presidente ha gravemente messo in pericolo gli Stati Uniti e le istituzioni - si legge -. Ha minacciato l'integrità del sistema democratico e interferito con la pacifica transizione dei poteri. Ha quindi tradito la sua fiducia come presidente, con evidente danno al popolo americano». La speaker ha già blindato il quorum della maggioranza semplice necessario per il passaggio alla Camera, con 218 sottoscrizioni da parte di deputati dell'Asinello. Prima di procedere ha però chiesto al vice presidente Pence di invocare il 25° emendamento e dichiarare il Comandante in Capo «incapace di eseguire i suoi obblighi». Il vice di Trump dovrà pronunciarsi entro domani ma, sebbene in rotta con il comandante in capo, non sembra orientato a procedere in tal senso. In questo caso la Camera procederà con l'impeachment dando seguito alla volontà di Pelosi e dello zoccolo duro Dem di interdire a vita Trump da qualsiasi incarico federale, impedendogli di correre per le presidenziali del 2024 o per un seggio al Congresso. Di fatto bruciare ogni opportunità di proseguire la sua avventura politica. orizzonti incerti Dopo il sì della Camera però si aprono orizzonti incerti sul pronunciamento del Senato. Una delle ipotesi è l'invio dell'istanza al ramo alto del Congresso dopo i primi 100 giorni della presidenza Biden - ipotesi sul quale sta spingendo il presidente eletto per evitare di infiammare gli animi in vista del suo insediamento - in modo da consentirgli di incassare il via libera alle nomine del governo e affrontare le priorità su lotta al coronavirus e rilancio dell'economia. Timore fondato quello di Biden visto che il Fbi ha avvertito del rischio di manifestazioni potenzialmente violente «in tutti i campidogli dei 50 Stati fra il 16 e il 20 gennaio, e al Congresso fra il 17 e il 20 gennaio». rischio rivolte Il Bureau ha ricevuto informazioni sul gruppo armato Boogaloo che intende andare a Washington il 17 gennaio per una dimostrazione ad alto rischio, specie se il Congresso tentasse di rimuovere il presidente uscente con il 25esimo emendamento. È giallo intanto sulle responsabilità proprio del Fbi in merito ai fatti del 6 gennaio scorso. Secondo un funzionario del Bureau, i federali avevano avvertito la polizia del Capitol sul rischio di violenze, smentendo le voci secondo cui non avesse fornito indicazioni adeguate. Resta da capire perché Steven D'Antuono, responsabile dell'ufficio di Washington dell'Fbi, abbia invece affermato che «non c'era stata alcuna indicazione di attività diverse da quelle protette dal primo emendamento», quello che tutela la libertà di espressione. 

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