Anglotedesco

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giovedì 14 gennaio 2021

Ristori, round da 32 miliardi.Proroga per le cartelle fiscali


di Paolo Baroni 

Nonostante la crisi il governo si prepara ad arginare la terza ondata del Covid e gli ulteriori danni che potrebbe arrecare all'economia. Per questo, in vista del varo del nuovo decreto ristori, ha deciso portare sino a 30 miliardi di euro, rispetto ai 24 ipotizzati solo pochi giorni fa dal ministro Gualtieri, la nuova richiesta di scostamento dal deficit da sottoporre al Parlamento. «Il Paese non deve fermarsi» ha spiegato ieri pomeriggio in tv il responsabile del Mef, confermando che a breve il governo varerà un nuovo pacchetto sostegni a favore di famiglie e imprese. 

Percorso blindato 

Il Consiglio dei ministri, convocato di nuovo da Conte nella serata di ieri, ha dato via libera alla richiesta che alza ulteriormente l'asticella del deficit che l'ultima legge di Bilancio aveva già portato dal 5, 6 al 7%. A sua volta la Camera ha confermato la data del 20 gennaio per dare a sua volta l'ok, mentre il Senato deciderà martedì prossimo quando votare. Il percorso del provvedimento dovrebbe essere abbastanza sicuro, sia perché Italia Viva ha confermato che voterà comunque a favore, sia perché a Montecitorio i capigruppo hanno chiarito che la votazione si svolgerà anche nel caso a inizio settimana il governo non dovesse ottenere la fiducia. 

Cambiano gli indennizzi 

Con le nuove risorse a disposizione il governo, entro la fine del mese (compatibilmente con l'evolversi della situazione politica), conta di mettere in campo il quinto decreto ristori, «un provvedimento più ampio ed articolato di quello varato a dicembre», come ha confermato il viceministro dell'Economia Antonio Misiani. Per rispondere a chi lamenta la scarsità dei ristori passati e a chi protesta per ottenerne dei nuovi, come il settore della ristorazione o i distretti della montagna privati della stagione sciistica, verrà innanzitutto previsto un nuovo meccanismo di indennizzi, slegato dai codici Ateco, che farà riferimento alle perdite di fatturato semestrali (o forse annuali) e servirà a ristorare anche attività finora escluse dai contributi a fondo perduto. Quindi verrà rifinanziata con altri 5 miliardi la cassa integrazione, intervento che a cascata dovrebbe poi spianare la strada ad una ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti. Nel nuovo decreto, secondo Misiani, «ci sarà anche lo stop ai minimi contributivi per autonomi e professionisti sino a 50 mila euro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 33%» aggiungendo 1, 5 miliardi al miliardo già stanziato con la legge di Bilancio. Nel pacchetto ci saranno poi nuove risorse per l'acquisto dei vaccini ed il rafforzamento della sanità (3 miliardi), nuovi fondi per la scuola e per i Comuni per potenziare il trasporto pubblico. Infine il governo intende affrontare il problema della valanga di cartelle esattoriali che a partire da lunedì prossimo l'Agenzia delle entrate riprenderà spedire ai contribuenti. Si profila un intervento in due tempi: prima un ulteriore proroga del blocco forse anche sino a tutto il 31 aprile; quindi, in una seconda fase, si interverrebbe con una serie di altre misure che vanno dall'allungamento dei tempi di prescrizione in modo da evitare un ingorgo di atti sino all'ipotesi di una rottamazione quater ed un nuovo saldo e stralcio. 

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