Anglotedesco

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martedì 12 gennaio 2021

Sergio Mattarella invoca "un sussulto di serietà"

 


di Ugo Magri 

Il presidente della Repubblica sta assistendo sgomento, un po' come tutti, allo spettacolo di una classe dirigente sempre più sconnessa dal Paese reale. Con l'Italia nella morsa del Covid, con oltre 600 vittime nella sola giornata di ieri, gli risulta quasi incredibile che stiamo precipitando in una crisi al buio, di cui sul Colle sfuggono i termini esatti perché con alcuni protagonisti non è mai ciò che sembra, e tutto quanto cambia di minuto in minuto, una continua doccia scozzese. Per cui lassù è inutile domandare come si muoverà Sergio Mattarella nel caso in cui Matteo Renzi oggi in conferenza stampa annunciasse le dimissioni delle ministre di Italia Viva: siamo sicuri che lo farà? E come reagirà Giuseppe Conte? Davvero il premier andrà alla caccia dei cosiddetti «responsabili»? E qualora l'Avvocato del popolo si cimentasse in questo sport, quanti ne troverebbe? In quali condizioni riuscirebbe a campare un governo che si reggesse su 2-3 voti di maggioranza quando nel 2008 a Romano Prodi non ne furono sufficienti 7 per mantenersi a galla?Tutti punti di domanda per adesso senza risposta, in quanto nemmeno il capo dello Stato possiede la sfera di cristallo. Può solo esercitare nei limiti del possibile la sua moral suasion, in pratica esortare i protagonisti a comportarsi da persone serie: un richiamo ripetuto in pubblico e privatamente, senza la pretesa di imporre soluzioni che cadono per intero nelle facoltà dei leader.Ma al Quirinale lo sconcerto c'è, eccome. Mattarella vive con sofferenza questa fiera di offese, minacce, ultimatum, ripicche. Lo allarma il destino del Recovery Fund dal momento che una crisi di governo ne bloccherebbe l'iter di approvazioni in Parlamento, mettendo a rischio i miliardi dell'Europa. Il presidente pensa alla disperazione in cui la pandemia ha ridotto milioni di concittadini per i quali l'unica tangibile salvezza sono i nuovi ristori, che richiedono manovre di bilancio, esigono uno scostamento da quasi 30 miliardi, e poi un decreto legge da varare in fretta per impedire l'esplosione della rabbia sociale. L'ultima speranza è che i protagonisti di questa triste commedia provino un sussulto di responsabilità prima di tirarsi le torte in faccia. 

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