Anglotedesco

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giovedì 21 gennaio 2021

Soffocata dalla cintura a dieci anni:«Ecco la sfida sul social dei ragazzini»


di Riccardo Arena 

Il gioco folle, la tragedia di una famiglia: la sorellina di 5 anni che l'ha trovata per terra e Antonella, morta per autostrangolamento, con ogni probabilità mentre giocava sui social con quella che sulle app viene chiamata «hanging challenge», letteralmente sfida ad appendersi. Inutile la corsa all'ospedale pediatrico di Palermo, la bimba di soli dieci anni si è arresa ieri nel primissimo pomeriggio, a una manciata di ore dal ricovero. I genitori hanno autorizzato il prelievo degli organi. Il papà, muratore, e la mamma, casalinga in attesa della quarta figlia, hanno confidato alla polizia che la bambina, col cellulare, spesso chattava con coetanei e coetanee su Tik Tok, un social network usato soprattutto dai più piccoli. Da qui il terribile sospetto di una morte per gioco.Inchiesta aperta a tutto campo, riflettori puntati su Tik Tok, ma sono caute le due Procure che si stanno occupando del caso: l'ufficio che segue i reati ordinari e quello per i minorenni. C'è cioè l'atroce sospetto che Antonella si sia uccisa, ovviamente non volendolo, mentre partecipava a una assurda chat in diretta video con altri bambini. Sfida insensata ma veicolata comunque da un social. Quale fosse, lo dirà il cellulare della bambina, sequestrato e ora analizzato dalla polizia postale. C'è però anche l'inquietante ipotesi di istigazione al suicidio, formulata dalla Procura minorile, retta da Massimo Russo: e qui i possibili sospettati non possono che essere bambini, probabilmente nemmeno imputabili, perché di età inferiore ai 14 anni.Indaga pure la Procura ordinaria, con l'aggiunto Laura Vaccaro e la supervisione del capo della Dda, Francesco Lo Voi. Tik Tok, il cui portavoce italiano ieri si è detto pronto a collaborare con le indagini, esclude qualsiasi coinvolgimento nel gioco mortale praticato con sfide in diretta social dai ragazzini, il Black out challenge, un confronto tanto assurdo quanto incredibile, perché si deve dimostrare di resistere allo strozzamento. Antonella, che viveva con la famiglia in una modesta abitazione di via Schiavuzzo, nel popolare quartiere della Kalsa, pieno centro storico di Palermo, si era ritirata in bagno col cellulare, da cui nelle ore libere dallo studio non si separava praticamente mai. Si è assentata a lungo, la porta non era chiusa a chiave e una delle sorelline, di cinque anni, dopo un po' di attesa l'ha aperta.Di fronte alla scena della bimba per terra, con al collo la cintura di un accappatoio, le urla, l'arrivo immediato dei genitori: Antonella non respirava più. Fra le grida strazianti la richiesta di aiuto, il 118 che risponde con un disco e con un messaggio registrato e allora la corsa in automobile, in orario di poco anteriore al coprifuoco. Era mercoledì sera, alle 21.04 l'arrivo in codice rosso all'ospedale dei bambini, la rianimazione e il cuore ha ripreso a battere. Ma i medici non si sono mai fatte soverchie illusioni, c'era poco da fare perché il cervello era andato in anossia, non aveva ricevuto ossigeno per tanti, troppi minuti. Il coma è diventato irreversibile alle 13,30 di ieri, a seguire il papà e la mamma hanno autorizzato il prelievo degli organi. La figlia salverà altri bambini in attesa di trapianto, ma la famiglia chiede giustizia. Il sindaco Leoluca Orlando si dice sotto choc e per oggi ha chiesto un minuto di silenzio nelle scuole penalizzate dal virus nella Sicilia zona rossa. Intanto TikTok si affida a un portavoce e dichiara: «Nonostante il nostro dipartimento dedicato alla sicurezza non abbia riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano aver incoraggiato un simile accadimento, continuiamo a monitorare attentamente la piattaforma come parte del nostro continuo impegno per mantenere la nostra community al sicuro. Siamo a disposizione delle autorità competenti per collaborare alle loro indagini». -

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