Anglotedesco

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venerdì 15 gennaio 2021

Solo, furioso e allarmato per i guai giudiziari .Ma la base è con Trump



da IL CORRIERE DELLA SERA del 15 gennaio 2021.Massimo Gaggi

Furioso coi «traditori» che l’hanno abbandonato come il leader dei repubblicani al Congresso, Mitch McConnell, ma anche con gli alleati che, dice, non l’hanno difeso con sufficiente vigore come la conduttrice della Fox Laura Ingraham, Donald Trump vive la sua ultima settimana in una Casa Bianca ormai semideserta, in un crescente isolamento. Con l’agenda di governo vuota, dopo la missione al muro anti immigrati del Texas, impossibilitato a digitare, come di consueto, centinaia di tweet, il presidente passa il tempo al telefono, seguendo i programmi politici televisivi e studiando vendette nei confronti di chi gli ha voltato le spalle o non ha ottenuto i risultati promessi.Il caso più grottesco è quello di Rudy Giuliani. L’ex sindaco di New York, oggi suo avvocato personale che, nel tentativo di ribaltare l’esito delle elezioni, ha condotto battaglie legali tanto ostinate quanto inconsistenti, con aspetti anche comici, non verrà pagato: Trump ha ordinato di sospendere la liquidazione della sua maxiparcella (20 mila dollari al giorno) e ha detto di voler esaminare personalmente tutti i rimborsi spese.Sembrano gli ultimi giorni della tragica caduta di un impero. Superata, ormai, anche la fase del capo asserragliato nel bunker con gli ultimi fedelissimi: anche i pochi che gli sono rimasti fedeli non vedono l’ora che tutto finisca. Nel giorno del secondo impeachment Trump è stato convinto dalla figlia Ivanka, dal genero Jared Kushner, dal vice capo di gabinetto Dan Scavino e dal vicepresidente Mike Pence (col quale ha ripreso a parlare dopo la rottura dei giorni scorsi) a registrare un video nel quale invita i ribelli che ha aizzato la settimana scorsa a non commettere violenze né atti illegali. Parla di riunificazione del Paese e pacificazione con un linguaggio che sembra quello di Biden, non il suo. E non menziona mai l’impeachment. L’ha registrato, anche se in privato continua a dire che le elezioni gli sono state rubate e Biden sarà un presidente illegittimo, perché chi è rimasto vicino a lui l’ha convinto che era l’unico modo per non perdere il consenso dei repubblicani.Anche se è sempre ossessionato da una sconfitta elettorale che lo fa apparire come un loser e dall’umiliazione dell’abbandono della Casa Bianca, Trump comincia a rendersi conto che presto dovrà fronteggiare anche altri problemi: un impeachment che, se una pattuglia di senatori repubblicani si rivolterà contro di lui, potrebbe costargli la possibilità di ricandidarsi nel 2024 e la perdita di tutti i benefit di cui godono gli ex presidenti, a cominciare dalla sicurezza. Ma la cosa che Donald desidera di più è riconquistare l’account Twitter. Il suo trasferimento su Parler è stato vanificato dall’oscuramento di questa piattaforma e Kushner e gli altri gli hanno consigliato di non entrare nel dark web.In vista anche guai finanziari (pure Deutsche Bank, uno degli ultimi finanziatori del suo gruppo, ha rotto con lui) e giudiziari, con le accuse di incitazione a rivolte violente che hanno provocato morti che si sommano a quelle, dall’evasione fiscale alla violazione delle norme sull’uso dei fondi elettorali, già pronte a diventare procedimenti civili e penali appena avrà perso l’immunità presidenziale. Guai che non verranno azzerati nemmeno da un eventuale «autoperdono». Sembrano le storie di un leader precipitato definitivamente nella polvere, già condannato dalla storia, ma non è così. Jason Miller, il più estremo e fedele dei suoi collaboratori, sostiene che Trump è isolato a Washington ma non nel Paese. Al netto delle sue tipiche espressioni minacciose nei confronti dei repubblicani che hanno votato per l’impeachment, Miller dice una cosa vera: Trump continua a godere di una vasto consenso nell’America conservatrice: i sondaggi dicono che, nonostante abbia alimentato il fuoco della rivolta che ha portato all’assalto del Congresso, il 64% dei repubblicani continua ad approvare i suoi comportamenti e il 57% lo vuole ancora candidato alle presidenziali 2024.

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