Anglotedesco

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domenica 10 gennaio 2021

STEFANO PATUANELLI:"Cassa integrazione finchè serve.Se Cade Conte c'è solo il voto"

 



Intervista di Alessandro Barbera 

Ministro Patuanelli, il governo è sull'orlo della crisi, politica e di nervi. Matteo Renzi dice che vuole più fatti. Lei è il ministro Cinque Stelle più influente che c'è: nessuno allo Sviluppo economico ha avuto a disposizione così tante risorse nell'ultimo quarto di secolo. 

Cosa risponde all'ex premier? 

«Rispondo con i fatti. Abbiamo stanziato 120 miliardi di euro in deficit, siamo il primo Paese dell'Unione per vaccini somministrati in percentuale agli abitanti, abbiamo evitato il disastro all'Ilva e all'Alitalia, risolto il 30 per cento delle crisi aziendali, riattivato misure di rilancio per l'innovazione delle imprese. Certamente abbiamo fatto errori. Chi non ne ha fatti?». 

Italia Viva aspetta il testo definitivo del Recovery Fund. A che punto siete? 

«Martedì dovrebbe esserci il Consiglio dei ministri che varerà il testo. Poi la discussione passerà in Parlamento, dove ci sarà spazio per eventuali e ulteriori modifiche». 

Sta dicendo che Renzi non ha alibi? 

«Lo sta dicendo lei. Riconosco a Renzi e al suo partito di aver contribuito al miglioramento del testo». 

Su un punto Renzi ha ragione: non ha ancora visto il dettaglio delle opere che intendete finanziare. Non è così? 

«Il testo che arriverà in Consiglio sarà dettagliato, per quanto possibile a questo stadio. Non è un lavoro semplice, e non può essere risolto in poche ore». 

La prima versione del piano prevedeva nove miliardi per il capitolo sanità, ora i miliardi sono saliti a venti. L'avete fatto per spegnere la polemica sul prestito del fondo Salva-Stati? Renzi insiste nel chiedere di attivarlo. 

«Lo spread con i Bund tedeschi è vicino ai cento punti base. Il programma della Banca centrale europea sarà attivo fino al 2022 e i tassi di interesse sono incredibilmente bassi: attivare quel meccanismo sarebbe singolare. A me pare un dibattito surreale, e d'altra parte non vedo dove sia la maggioranza parlamentare pronta a votarlo». 

A proposito di attuazione del Recovery: lei è favorevole alla nomina di un ministro ad hoc? 

«Non sono pregiudizialmente contrario. Le linee guida della Commissione europea dicono che per l'attuazione e il monitoraggio del piano occorre una struttura dedicata. Potrebbe essere guidata da un ministro, oppure no. Ne discuteremo». 

Mi perdoni Patuanelli, se tutto quello che dice è vero, cosa vuole Renzi? 

«Lo chieda a lui. Io le posso rispondere ciò che non vuole il Paese: una crisi di governo. In questo momento verremmo giudicati come marziani». 

Renzi dice che il governo può fare di meglio, e legittimamente vuole far contare il suo partito con più poltrone. In nome della stabilità i Cinque Stelle sarebbero disposti a sacrificare qualche ministro? 

«I Cinque Stelle sono soddisfatti dei propri ministri. Non abbiamo bisogno né di aumentarli, né di ridurli. Se lo vogliono fare gli altri, sarà una loro libera scelta». 

Dunque - per fare un nome a caso - la sua collega Lucia Azzolina non si tocca. E' così? 

«Non solo le confermo che non si tocca, ma la voglio ringraziare pubblicamente per l'enorme lavoro a tutela della scuola. Parliamo molto di riaperture, ma dimentichiamo che in gran parte del Paese elementari e medie non sono mai stata chiuse». 

Lei è favorevole a riaprire le superiori? 

«Ci sono le condizioni per farlo, gli studi dicono che i contagi non avvengono all'interno degli edifici scolastici. Ha ragione la collega: i governatori devono fare uno sforzo». 

Se Giuseppe Conte dovesse cadere c'è spazio per una maggioranza diversa? 

«Questa legislatura finisce con Giuseppe Conte. Oggi, domani, o nel 2023. Se Conte cade, si va a votare». 

C'è spazio per un governo istituzionale? 

«Non c'è spazio per nessun'altra maggioranza: è un fatto, non una mia opinione. Credo qualcuno si ostini a non vederlo». 

Sarebbe una tragedia? In fondo quest'anno si voterà in molti Paesi. O pandemia fa rima con sospensione della democrazia? 

«Mi permetta di essere pragmatico. La crisi in questo momento non interromperebbe solo l'attuazione del Recovery Fund, ma anche decisioni imminenti. Penso all'approvazione, la prossima settimana, di un nuovo e importante scostamento di bilancio». 

Su questo avete anche il sostegno di Forza Italia. In ogni caso: il decreto a cui lei fa riferimento, in cantiere da un mese, prevede nuovi ristori generalizzati. Può darci qualche dettaglio? 

«Il decreto indennizzerà chi è stato costretto alla chiusura a causa delle zone rosse e tutte le partite Iva che nel corso del 2020 abbiano subito un calo del fatturato». 

Per quanto tempo ancora dobbiamo stringere i denti restando fra le mura di casa? 

«La situazione è ancora grave, e la tutela della salute va al primo posto. Mi rimetto a chi su questo è in prima linea: il premier, i colleghi Roberto Speranza e Francesco Boccia, i membri del Comitato tecnico scientifico. Loro valutano le misure, io e Roberto Gualtieri decidiamo come distribuire le risorse». 

Il 31 marzo scade il termine fino al quale c'è il divieto per le aziende di licenziare. Ci sarà una nuova deroga? Per quanto tempo pensate che le imprese siano in grado di reggere una misura del genere? 

«Ciò che conta è garantire alle imprese la prosecuzione della cassa integrazione gratuita, senza costi aggiuntivi. Se sarà necessario prorogare il blocco, ci occuperemo di garantirla».

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