Anglotedesco

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martedì 12 gennaio 2021

TERESA BELLANOVA:"Il Recovery non basta: Ne trarremo le conseguenze"



Intervista di  Alessandro Di Matteo 

Il piano per i fondi Ue non può essere bloccato perché Iv ha «responsabilità istituzionale», ma l'impianto resta «totalmente insufficiente» e resta irrisolto il tema del Mes. Teresa Bellanova parla un attimo prima di entrare al Consiglio dei ministri e dice che ancora non ci siamo e che «le nostre decisioni saranno conseguenti». 

Alla fine arrivano le dimissioni di Iv dal governo? Non bastano le modifiche al Recovery? Perché aprite la crisi? 

«La crisi si è aperta quando con un colpo di mano si è tentato di inserire una norma sulla governance del Recovery mai condivisa. Ad aprirla non siamo stati noi, ma chi ha tentato quella forzatura, chi in questi mesi ha scelto di lasciare irrisolti tutti i nodi sul tavolo, al punto tale da farli marcire. È un testo in parte modificato rispetto al precedente, e tutti si sono affrettati a cantarne le lodi. Riconosciamo i passi avanti, ma non ci soddisfano. Se l'impianto è in parte migliorato, rimane però totalmente insufficiente. Oltretutto nel testo che abbiamo avuto non vi è alcun riferimento alla governance. A me non pare così normale trovarsi sempre di fronte muri di gomma. Le nostre decisioni saranno conseguenti e le preciseremo nella conferenza stampa di domani (oggi, ndr)». 

Eppure Renzi ha sempre detto: non pretendiamo che ci dicano sì su tutto. E qualche "sì" l'avete ottenuto... 

«Questa narrazione mi irrita. Quando si è tra pari nessuno concede qualcosa a nessuno, ma tutti concordano su punti decisivi. È l'abisso che separa la politica dal populismo. Se il testo inviatoci nottetempo per essere approvato l'indomani mattina è stato riscritto, vuol dire che avevamo ragione. Se rilevo che il Piano è ancora insufficiente, e pongo con forza il tema del Mes, non mi aspetto che qualcuno si offenda, ma che voglia sedersi con me e trovare la soluzione. A Conte da mesi diciamo questo. Non abbiamo mai avuto risposte». 

Il Quirinale aveva chiesto di mettere in sicurezza il Recovery Plan. E i vostri alleati di governo dicono che aprendo la crisi fate correre un rischio all'Italia, mentre ci sono da approvare i nuovi ristori per le aziende in crisi. 

«Ci muove solo e soltanto la responsabilità istituzionale, quelle risorse sono fondamentali per il Paese. Siamo persone serie. Chi dice che se si apre la crisi di governo saltano i ristori per le attività colpite dalle chiusure di queste ultime settimane dice il falso, avvelena i pozzi. Ho chiesto che fosse calendarizzato subito dopo Capodanno lo scostamento di bilancio e decise le misure sui ristori. Ribadiamo la disponibilità di Italia Viva ad approvarli. Ma soffiare così sul disagio sociale è imperdonabile». 

C'è anche una terza ondata di contagi in arrivo. 

«La terza ondata di contagi e la crisi economica obbligano tutti a un di più di responsabilità, non alla distribuzione di sonniferi. La terza ondata, se arriverà e mi auguro proprio di no, deve vederci preparati, non imbalsamati. Il governo è chiamato a risolvere l'emergenza, non può essere l'emergenza a tenere in vita il governo». 

Comunque, Zingaretti dice che la crisi è un «regalo» a Salvini e Meloni. Non siete soddisfatti delle risposte di Conte, ma non è peggio affidare il Recovery Plan al centrodestra? 

«Dubito che il Parlamento nella sua interezza vorrà assumersi la responsabilità politica di andare ad elezioni. E non ho mai dubitato della saggezza del presidente della Repubblica». 

Conte ha detto che la crisi è una rottura insanabile, lui non farà mai più governi con voi. Iv è ancora disposta ad un governo con Conte premier? E se arrivano i "responsabili"? 

«Non commento. Rilevo ancora una volta lo scarso senso di responsabilità che orienta questo tipo di comunicazione. Invece registro la ricerca ossessiva di maggioranze raccogliticce e quindi instabili. Noi siamo dalla parte dei costruttori, e abbiamo avanzato proposte, da Palazzo Chigi dicono di volerci asfaltare» . 

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