Anglotedesco

Anglotedesco

lunedì 11 gennaio 2021

Torna in aula uno studente su dieci.Lucia Azzolina:"La Dad non funziona"

 


di Flavia Amabile 

Lezioni in presenza per uno studente su 10 delle superiori nel lunedì che per il governo avrebbe dovuto segnare il ritorno in aula. Ci sono riusciti soltanto in Valle d'Aosta, Abruzzo e Toscana. «Abbiamo iniziato a lavorare a dicembre e non ci siamo mai fermati» , racconta il sindaco di Firenze Dario Nardella soddisfatto di essere tra i virtuosi che hanno riportato in classe gli studenti. La ricetta di Firenze prevede lo scaglionamento degli orari, l'anticipo dell'apertura dei cancelli, il potenziamento dei trasporti e soprattutto un controllo capillare da parte di volontari e personale della Protezione Civile e delle aziende di trasporto pubblico delle fermate più affollate e degli istituti all'ingresso e all'uscita per evitare assembramenti. «La giornata di oggi sembra darci ragione, è andato tutto molto bene, speriamo che continui così», spiega il sindaco. In tutt'Italia, sia dove si tornava in presenza ma soprattutto dove invece si è rimasti a distanza, si sono tenute manifestazioni e sit-in di protesta davanti alle prefetture, al ministero dell'Istruzione e ad alcuni licei. A dare ragione ai manifestanti innanzitutto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina: «È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui». La ministra ha ammesso il fallimento della didattica a distanza: «Non può più funzionare, c'è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati e sono preoccupata anche per il deflagrare della dispersione scolastica». Il Consiglio di Stato ha invece stabilito che le lezioni alle elementari e medie in Calabria saranno in presenza, rigettando il ricorso della Regione. Lo slittamento della riapertura, oltre che dagli esponenti M5S, al fianco della loro ministra, è molto criticato anche da Italia Viva. «Si è discusso in Cdm dalle 21 all'1 di notte se aprire il 7 o l'11 le scuole mentre ancora oggi c'è incertezza: possiamo dire che è indecente? », ha sostenuto la ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, esponente di primo piano del partito di Renzi. «Un Governo serio, in questa giornata, la cosa che dovrebbe fare è guardare negli occhi quegli studenti e le loro famiglie, che sono oggi in sciopero e stanno chiedendo di poter tornare a scuola, e chiedere scusa», ha aggiunto Elena Bonetti, ministra della Famiglia anche lei Iv. A distanza ha risposto il segretario del Pd Nicola Zingaretti. «Tutti vogliamo che la scuola riapra. I membri del governo che intervengono senza offrire soluzioni non si rendono conto che in primo luogo danneggiano il governo di cui fanno parte». La Flc Cgil ha fatto appello a genitori e studenti ad essere in piazza San Silvestro a Roma il 14 gennaio. Per Pino Turi, della Uil Scuola, "«C'è un raggio di sole: la protesta gentile dei ragazzi che vogliono studiare e lo vogliono fare a scuola. Alla ministra suggerirei di valutare come si riaprirà l'anno scolastico » . 

Nessun commento:

Posta un commento