Anglotedesco

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martedì 12 gennaio 2021

Trincea M5S contro Boschi ministra. E per gli 007 ora spunta Lamorgese




da IL CORRIERE DELLA SERA del 12 gennaio 2021.Alessandro Trocino

Nel borsino quotidiano sul governo Conte — resiste magari con i Responsabili; si dà un colpo di maquillage con un rimpastino; si rigenera con un Conte ter al Quirinale; si disfa disastrosamente alle urne — la bilancia pende per una nuova squadra di ministri, dopo le dimissioni e la riconferma a capo del governo dell’«avvocato del popolo». Renzi vorrebbe una «crisi al buio» e magari un altro premier, Conte vorrebbe vedere con chiarezza il suo nome scritto in cima alla lista, prima di fare qualunque passo.Quadro instabile, come si vede, ma i partiti sono al lavoro da giorni per definire i nuovi, eventuali, assetti. La prima casella rimasta vuota è decisiva, perché è uno dei punti dirimenti delle richieste di Renzi, ovvero che Conte ceda la delega ai Servizi segreti. Finora gli altri premier l’hanno assegnata a un uomo di fiducia del partito. Conte non ha un partito (anche se è stato indicato da M5S, a cui non è iscritto) e quindi preferiva tenersela per sé. Ma le pressioni lo avrebbero convinto a cedere il ruolo. Quello che è certo è che non sarà data a un uomo di partito, ma a una persona delle istituzioni. La voce più accreditata è che Conte stia pensando seriamente a Luciana Lamorgese. Un ministro tecnico, affidabile, che lascerebbe il suo ruolo al Viminale.Al suo posto, i renziani vorrebbero piazzare Ettore Rosato, che è già stato sottosegretario nel dicastero (anche se c’è in lizza anche Lorenzo Guerini). Ci sono altri due esponenti che Italia viva ha pronti da spendere: Maria Elena Boschi, che potrebbe andare al Lavoro (Difesa, Economia ed Esteri sarebbero invece blindati dal Quirinale), dovrebbe anche gestire un’ondata di licenziamenti (e quindi preferirebbe Infrastrutture). Mentre la ligure Raffaella Paita potrebbe diventare sottosegretario. La Boschi è un enorme problema per i 5 Stelle. Non a caso sono arrivate critiche da Roberta Lombardi (colta da «orticaria» alla sola idea) e da Nicola Morrra, per il quale «meno parla meglio è». Per questo l’ala Di Battista starebbe premendo per piazzare un nome che controbilanci. Il timore è che Boschi e Iv approfittino del ruolo per demolire il reddito di cittadinanza, pilastro del M5S.Il Pd non starebbe certo a guardare e, anzi, vuole piazzare qualche nome di peso. Si parla di Graziano Delrio ai Trasporti (mentre l’M5S Giancarlo Cancelleri potrebbe arrivare alle Infrastrutture, se si decidesse di sdoppiare il ministero). Paola De Micheli però resiste ed è sostenuta da Nicola Zingaretti. Il colpo grosso sarebbe accaparrarsi il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ora affidata al 5 Stelle Riccardo Fraccaro, che non l’ha certo valorizzato. In questo ruolo ci sono due dem di peso: Goffredo Bettini, che in questa crisi è stato il tramite tra Renzi e Conte, e il vice di Zingaretti Andrea Orlando. Quest’ultimo potrebbe ottenere in alternativa il ministero dell’Ambiente, con la delega al Recovery fund.Per il resto i 5 Stelle giocano in difesa. Ambiscono ad accaparrarsi il ministero del Sud con Francesco D’Uva o Cancelleri (che però vorrebbe fare il governatore in Sicilia). Ma in quel ruolo c’è Giuseppe Provenzano, che sembra piuttosto stabile.

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