Anglotedesco

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giovedì 14 gennaio 2021

Trump messo sotto accusa:«È un pericolo per gli Usa»

 



di Paolo Mastrolilli 

Donald Trump passerà alla storia, ma non come avrebbe sperato. Ieri infatti è diventato il primo presidente degli Stati Uniti sottoposto due volte all'impeachment, approvato dalla Camera col consenso di alcuni repubblicani.Non sarà rimosso dalla Casa Bianca prima della fine del mandato, perché il leader repubblicano uscente del Senato Mitch McConnell ha deciso di non invocare i poteri di emergenza per costringere i colleghi a tenere subito il processo. La condanna però è probabile dopo il 20 gennaio, quando i democratici assumeranno il controllo della Camera alta, proprio perché il muro difensivo del Gop si sta sfaldando. A cominciare da McConnell, che in privato ha lasciato intendere di non essere contrario all'impeachment, come strumento per liberarsi una volta per tutte di Donald, e consentire al partito di avviare la difficile ricostruzione.Martedì sera i deputati avevano approvato una risoluzione, con cui davano a Pence un ultimatum di 24 ore per invocare il Venticinquesimo emendamento della Costituzione e rimuovere il presidente. Il vice ha inviato una lettera di rifiuto, per non esacerbare le tensioni nazionali, e allora l'incriminazione è diventata inevitabile. Un solo articolo I democratici hanno presentato un solo "article of impeachment", atto d'accusa, per "incitement of insurrection", ossia incitamento dell'insurrezione avvenuta il 6 gennaio scorso, quando Trump aveva spinto i suoi sostenitori ad assaltare il Congresso, che si apprestava a ratificare la vittoria di Joe Biden nelle elezioni dello scorso 3 novembre. Le prove sono alla luce del sole, nelle parole del capo della Casa Bianca, che aveva sollecitato gli irriducibili a «combattere». Il testo però le inquadra in un comportamento generale con cui il presidente ha violato la Costituzione, ad esempio quando il 2 gennaio aveva chiamato il segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, intimandogli di «trovare» un po' di voti per farlo vincere.La Speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha detto che per queste ragioni «se ne deve andare. È un pericolo chiaro e imminente per la nazione». Ai repubblicani che fanno notare come Donald Trump non sarà più in carica tra una settimana, ha risposto che «è necessario un rimedio costituzionale per assicurare che la repubblica sia salva da questo uomo, così risolutamente determinato ad abbatterla». Anche il leader dei repubblicani, McCarthy, ha ammesso che «il presidente ha la responsabilità dell'attacco al Congresso. Avrebbe dovuto denunciarlo subito». Però si è opposto all'impeachment, perché «alimenterebbe ancora di più le fiamme della spaccatura partitica». Diversi compagni di partito non lo hanno ascoltato, votando a favore dell'incriminazione, a differenza di quanto avevano fatto per il caso Ucraina, guidati dalla numero tre alla Camera Cheney, figlia dell'ex vice presidente. Processo rinviato McConnell ha deciso di non tenere subito il processo per convenienza politica. Così infatti salva capra e cavoli: evita di irritare la base trumpista; punta comunque alla condanna, che impedirà a Donald di ricandidarsi nel 2024; ne scarica la responsabilità sui democratici, quando guideranno il Senato. Il presidente invece ha pubblicato un comunicato, in cui dice no a «violenza, violazione della legge e vandalismo», in vista dell'Inauguration. Lui però non parteciperà, e ormai è troppo tardi per evitare la condanna della storia. 

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