Anglotedesco

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venerdì 15 gennaio 2021

Vaccino a un milione di italiani.Ma Pfizer rallenta le consegne

 


di Paolo Russo

«Un milione di Italiani ha ricevuto il vaccino anti covid19», twitta con un po' di enfasi il premier Conte, sventolando il primato Ue sulle vaccinazioni. A gelare l'ottimismo arriva però Pfizer, che annuncia a cavallo tra gennaio e febbraio un rallentamento delle consegne in tutta Europa. «Fluttuazioni necessarie a ristrutturare l'impianto belga di Puurs per aumentare poi il ritmo produttivo», assicura la multinazionale, che così ha riferito anche alla presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen. Che a sua volta garantisce: «Tutte le dosi previste per l'Ue saranno consegnate nel primo trimestre». Ma il nostro commissario Arcuri non ci sta, parla di «atto grave», rivelando che l'azienda consegnerà lunedì il 29% di dosi in meno. Così mentre i primi immunizzati d'Italia si apprestano a ricevere il richiamo, tutti gli altri rischiano di andare in stand-by, perché al momento oltre alle dosi di Pfizer ci sono solo le poche fiale di Moderna, mentre l'arrivo a metà febbraio della prima tranche degli oltre 16 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca, previste per il primo quadrimestre, potrebbe essere riservato solo agli under 55, se l'Ema giudicherà insufficienti i dati delle sperimentazioni condotte sulla popolazione più anziana. Che in molti in Europa temano il collo di bottiglia dato da una produzione inferiore alla domanda lo dimostrano le mosse delle altre nazioni europee. A parte la Gran Bretagna, che essendo fuori dall'Ue ha opzionato molti più vaccini Pfizer di noi, la Germania ha aperto il portafoglio per tirare su un secondo sito produttivo della «sua» BionTech alleata della Pfizer. Ed è difficile immaginare che quelle dosi varchino i confini tedeschi. E anche i cugini francesi stanno dirottando su un piano B. A svelarlo è stato ieri il ministro dell'industria, Agnes Pannier-Runcher, che ha sollecitato Sanofi a cercare un accordo con BioNtech e la Jansenn (il cui vaccino è previsto per fine marzo), finalizzato ad ottenere la concessione a produrre in proprio. Da noi tutto tace, ma ci si prepara lo stesso ad avviare già a fine mese la vaccinazione degli ultra ottantenni, mentre il ministero della Salute sta stilando una lista di pazienti particolarmente a rischio da vaccinare al più presto: emo oncologici trapiantati, diabetici con scompenso, immunodepressi gravi e malati di tumore in cima all'elenco. Per loro scatterebbe la freccia. Sempre che ci siano vaccini nel serbatoio. 

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