Anglotedesco

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domenica 24 gennaio 2021

VARIANTE INGLESE.Cinquanta casi in Lombardia

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 24 gennaio 2021.Sara Bettoni

I primi riscontri della «variante inglese» del coronavirus in Lombardia risalgono al 23-24 dicembre scorsi. Da allora, come da indicazione del ministero della Salute e della Regione, sono continuate le analisi sui tamponi positivi di chi rientra da Gran Bretagna, Sudafrica e Brasile. Le autorità sanitarie hanno lanciato l’allerta sul virus mutato presente in quei Paesi. L’obiettivo è capire il comportamento dell’epidemia.Il Policlinico San Matteo di Pavia è un riferimento per questo tipo di lavoro. «I campioni arrivano da tutta la Lombardia — spiega il professor Fausto Baldanti, responsabile del Laboratorio di Virologia molecolare —. Da Natale abbiamo analizzato circa 70 rientri positivi e abbiamo identificato una cinquantina di persone che hanno contratto il virus nella variante inglese, nessuna con quella brasiliana o sudafricana». In quel 50 ci sono pure i contatti stretti degli infetti, da cui sono stati contagiati. I casi più recenti sono emersi a Cremona e Mantova. In quest’ultima provincia il San Matteo sta facendo un approfondimento sul territorio e non solo sui rientri. La richiesta è arrivata dall’Ats locale per capire a cosa sia dovuta la recente crescita dei contagi. «Ma al momento non abbiamo dati relativi a una circolazione diffusa della variante inglese in quest’area» dice Baldanti.Lo studio delle mutazioni è più complesso e costoso rispetto alle analisi per capire solo se un tampone è positivo o negativo. A Pavia servono due giorni per avere i risultati, più tempo per il sequenziamento completo del genoma.Secondo il responsabile del laboratorio le indagini sono da potenziare. «Ci aiutano a tracciare l’evoluzione dell’epidemia». È quello che si è fatto nel lavoro appena pubblicato su Nature Communications dal San Matteo con l’ospedale Niguarda e l’università Statale di Milano. Dallo studio emerge che nella prima fase dell’emergenza erano presenti sette varianti virali in Lombardia. Altro risultato, l’identificazione di due sub-epidemie a Lodi/Cremona e a Bergamo alimentate da mutazioni differenti. Le analisi sono ancor più utili oggi. «È in corso la campagna vaccinale con un preparato, presto ne arriveranno altri, assieme agli anticorpi monoclonali — dice Baldanti —. Ci sono armi specifiche contro la malattia, è importante verificare che il virus non ne mini l’efficacia cambiando la propria natura».

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