Anglotedesco

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lunedì 18 gennaio 2021

Zingaretti cauto:«Sentiero stretto».E teme la paralisi

 


di Carlo Bertini 

«Oggi si gioca il primo tempo di una partita in cui Renzi non sarà mai più in campo», dicono al Nazareno. Anche se il sì della Camera certifica che «per un ramo del Parlamento il governo è questo, un dato molto importante», Nicola Zingaretti sa che da oggi bisognerà vedere come evolve una condizione di intrinseca debolezza della maggioranza. E avverte tutti, all'assemblea del gruppo dem al Senato, che «il sentiero è stretto», che nessuno può stare sicuro che non si andrà a votare. Se Conte non riuscirà ad allargare il campo, non si potrà vivere così per due anni, questo governo potrebbe traghettare il Paese alle urne in giugno. Ma il leader apprezza che il premier abbia fatto sue le richieste dei dem. Luigi Zanda è ottimista: con la promessa di riforme e legge proporzionale, Conte ha gettato le basi per allargare la sua maggioranza. Ma se così non fosse...Recovery plan a rischioPasso indietro. Auletta del gruppo Pd al Senato. Nella riunione con il segretario parla per ultimo Alan Ferrari, non un volto televisivo, ma uno di quelli che dà le carte, il segretario d'aula del Partito democratico. Colui che ha il polso delle votazioni, che tiene in mano il pallottoliere, che sa quando si rischia di andare sotto nelle commissioni.Disegna uno scenario da brividi. «Stiamo arrivando ad una situazione in cui in Senato non c'è maggioranza nelle commissioni, in capigruppo e in aula». Ecco il punto debole di questa fragile impalcatura. Ferrari fa un esempio molto concreto: che cosa succederebbe se il centrodestra votasse un emendamento di Renzi al Recovery plan? Magari sul Mes. In commissione Bilancio non ci sarebbe la maggioranza. le trincee perduteEcco l'elenco delle trincee perdute fatto dagli uffici del Pd: il governo da ora è alla pari (e quindi perdente) nelle commissioni Giustizia, Esteri, Difesa, Bilancio e Industria. Va peggio dove le opposizioni saranno in vantaggio: contando anche Renzi, nelle commissioni Scuola, Lavori Pubblici, Sanità e Ambiente. Lì può succedere il patatrac. E molto presto.Cambiale in bianco da ConteEcco perché, anche se gli analisti del Pd gongolano, perché «Conte ci ha firmato una cambiale in bianco, sui servizi segreti, sulle riforme e sulla legge elettorale», il segretario è cauto.«Io continuo a credere che la chiusura della legislatura sarebbe disastrosa. Se dovessimo trovarci in quelle condizioni il presidente della Repubblica farà le sue valutazioni, ma dobbiamo sapere che il passaggio di queste ore è molto serio e delicato». Una frase "double face", perché oltre a evocare il voto a giugno, non esclude che, nel caso in cui Conte non dovesse farcela, si possa cercare un'altra soluzione. Il rischio di una spaccaturaNel suo discorso, Zingaretti non cita mai Renzi, ma non usa i toni ultimativi di Orlando («Con Renzi è impossibile ricucire»): perché sa che tra i suoi senatori, alcuni non la pensano così. Basta sentire l'economista, ex renziano doc, Tommaso Nannicini: che al summit del gruppo Pd attacca il premier Conte per non aver indicato il rilancio. «Non ci impicchiamo a un bivaccare qualche mese in più. Servono passi avanti di sostanza e di metodo. E nel discorso di Conte ho trovato scarsi appigli: niente su lavoro, welfare, giovani, partite Iva». Insomma, se il premier non ce la facesse, il Partito democratico si spaccherebbe tra chi vuole liberarsi di Renzi e andare alle urne, e chi vorrebbe ricucire con l'ex leader e trovare un altro premier. Zingaretti spera non succeda. 

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