Anglotedesco

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giovedì 4 febbraio 2021

90.421. I morti in italia dall'inizio della pandemia

 



di Francesco Grignetti

Altri 422 decessi e 13.659 nuovi casi. Così da ieri si piangono ben 90.241 morti da Covid. Un'enormità. E non si vede ancora la fine. I trend sono allarmanti, anzi. «Esauriti gli effetti del Decreto Natale - afferma Nino Cartabellotta, il presidente della fondazione Gimbe - si arresta la discesa dei nuovi casi settimanali, sostanzialmente stabili guardando al dato nazionale, mentre in diverse regioni s'intravedono i primi segnali di un'inversione di tendenza». Ecco, l'inversione di tendenza. In nove regioni risale l'incremento percentuale di nuovi casi. In cinque, si registra un aumento dei casi attualmente positivi per 100.000 abitanti. «Segnali - ribadisce - che invitano a tenere alta l'attenzione sulla diffusione delle nuove varianti». Nonostante un'ulteriore lieve discesa di ricoveri e terapie intensive - riporta ancora Gimbe - l'occupazione da parte di pazienti Covid supera in cinque regioni la soglia del 40% in area medica, e in sei regioni quella del 30% delle terapie intensive.Spigolando tra le notizie di cronaca, si capisce che il contagio sta riprendendo forza. In Alto Adige, un nuovo lockdown sembra quasi certo: la soglia critica dei 500 casi ogni centomila abitanti viene superata quotidianamente. In Abruzzo, per vedere numeri così elevati di contagio bisogna tornare indietro al 30 novembre. A Firenze, il sindaco Dario Nardella ha firmato un'ordinanza che vieta lo stazionamento nelle aree a rischio d'assembramento dalle 18 alle 22 di venerdì e sabato. In Campania, per l'andamento dei contagi nelle scuole superiori, potrebbe scattare di nuovo lo stop della didattica in presenza. L'unica speranza è la campagna vaccinale, che però avrà tempi lunghi. L'Agenzia per il farmaco ha intanto certificato che sono stati segnalati 13 decessi nelle ore successive alla vaccinazione con i prodotti Pfizer e Moderna (a fronte di 1.564.090 dosi somministrate). «Non sono risultati correlati alla vaccinazione e sono in larga parte attribuibili alle condizioni di base della persona vaccinata».

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