Anglotedesco

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mercoledì 10 febbraio 2021

Duello su Trump .L’impeachment compatta il Gop

 



da LA REPUBBLICA del 10 febbraio 2021.Federico Rampini

«L’impeachment è costituzionale ». I democratici vincono la battaglia di apertura: il Senato può e deve processare Donald Trump. L’esito della prima giornata è dominato dalle parole più esplosive che l’allora presidente pronunciò il 6 gennaio sul prato davanti alla Casa Bianca. «Fight!». Combattete per me «contro gente cattiva», «mostrate la vostra forza al Congresso». Il video con il comizio fatidico, seguito poco dopo dall’assalto violento dei suoi seguaci, per l’accusa è la pistola fumante, la prova del reato: la prima seduta dell’impeachment è stata dominata da quelle immagini. Da ieri Trump è tornato a occupare il centro della scena politica americana, sia pure da grande assente. L’ex presidente non si lascerà interrogare dal Senato, ma per una settimana sarà lui il protagonista, come negli ultimi quattro anni. Joe Biden, spettatore inquieto, è costretto a chiedersi se alla fine non sarà lui a pagare un prezzo politico di questo processo pubblico al suo predecessore.L’accusa è “incitazione alla violenza contro le istituzioni degli Stati Uniti”. I fatti sono freschi nella memoria del mondo intero: l’assalto violento alla sede del Congresso su Capitol Hill il 6 gennaio, ispirato dalle parole infuocate di un presidente che fino all’ultimo rifiutava di riconoscere la legittimità dell’elezione. Tra le prove dell’accusa c’è l’intero comizio tenuto da Trump ai suoi sostenitori radunati quel mattino davanti alla Casa Bianca, i filmati dell’aggressione alle forze dell’ordine e ai parlamentari, l’irruzione nella sede del Parlamento, il bilancio di cinque morti, la fuga precipitosa delle massime autorità dello Stato, il bivacco degli assalitori dentro il Congresso. Per la difesa, Trump dovrebbe essere protetto dal Primo Emendamento e comunque nessuna delle sue parole in quel comizio era un esplicito invito alla violenza. La difesa parla di «teatro politico» che vuole stabilire una presunta connessione tra le parole dell’allora presidente e le azioni «di un piccolo gruppo di criminali ».La stragrande maggioranza dei repubblicani, 45 senatori su 50, hanno già fatto sapere che appoggiano la tesi difensiva. La giornata di oggi prevede il dibattimento vero e proprio, 16 ore per parte, distribuite su due giorni. I senatori avranno anche 4 ore a disposizione per interrogare l’accusa — cioè la commissione di deputati della Camera che riassume i termini dell’incriminazione, già votata da quel ramo del Congresso — e la difesa, cioè gli avvocati di Trump. Le votazioni finali avranno inizio la prossima settimana. Non ci sono molti margini d’incertezza. Alla difesa di Trump basterebbe convincere 34 senatori repubblicani, per far mancare la maggioranza qualificata dei due terzi. L’impeachment quasi certamente non passerà.Allora a chi giova? È la domanda che Biden è costretto a porsi, e a cui difficilmente può dare una risposta rassicurante. Da un lato molti democratici sono convinti di avere un obbligo costituzionale, politico e morale: non lasciare impunito un comportamento sovversivo, con cui Trump attentò alla pacifica transizione dei poteri, un precedente pericoloso se dovesse restare senza sanzioni. D’altro lato, questo finirà per essere il secondo tentativo di impeachment “a vuoto” dopo quello di un anno fa, un doppio flop che la destra userà per argomentare la tesi che è una persecuzione di parte. Biden è sempre stato cauto, non ha mai detto nulla contro l’impeachment ma non lo ha mai appoggiato con entusiasmo. Per una settimana l’agenda legislativa sarà risucchiata verso il passato, mentre Biden ha bisogno che il Congresso approvi al più presto misure urgenti contro la pandemia e per la ripresa economica. Questo impeachment ricompatta il partito repubblicano, proprio quando sembrava in preda a una crisi esistenziale.


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