Anglotedesco

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martedì 9 febbraio 2021

Economia,Scuola e Giustizia ai tecnici.E di Maio punta a tenere la Farnesina

 



di Niccolò Carratelli 

 Non si è parlato di nomi, durante il secondo giro di consultazioni, ma di ministeri sì. Anche da aggiungere a quelli esistenti. Come quello della Transizione ecologica, proposto da Beppe Grillo e «valutato con attenzione» da Mario Draghi, almeno a sentire Vito Crimi. Una via di mezzo tra Infrastrutture e Ambiente, i 5 stelle ci vedrebbero bene Stefano Patuanelli. Salvini, invece, è tornato sull'idea del ministero «Moda e Turismo», per occuparsi del made in Italy, e ha chiesto al premier incaricato di recuperare il ministero per la Disabilità, a guida leghista nel governo gialloverde. Draghi ha ascoltato e preso nota, stando bene attento a non promettere nulla. Lo schema, che probabilmente giovedì pomeriggio andrà a sottoporre al presidente Mattarella, è in continuo aggiornamento. Vuole l'ultima parola su ogni nome e, a dispetto degli appetiti politici, vuole affidare i ministeri di spesa più pesanti a figure tecniche, per quanto possibile di sua fiducia. È il caso del direttore generale di Bankitalia, Daniele Franco, o della professoressa Lucrezia Reichlin, già capo della ricerca economica della Banca centrale europea. Il primo all'Economia, la seconda alla Sviluppo economico? Abbinamento possibile, anche se per il Mise resta l'ipotesi dell'ex direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci. Poi ci sono Carlo Cottarelli e Tito Boeri, per le Infrastrutture e per il Lavoro. Tutti nomi concreti, ma ce ne sono due che lo sono di più: l'ex presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, per la Giustizia, e la ministra dell'Interno uscente, Luciana Lamorgese, per un bis al Viminale. Di matrice tecnica sarà anche il ministro dell'Istruzione, con il professor Patrizio Bianchi, già assessore in Emilia Romagna e coordinatore degli esperti del ministero. In uno scenario di questo tipo, cosa resta ai partiti? Innanzitutto, le possibili conferme: Roberto Speranza alla Salute (Leu), Luigi Di Maio agli Esteri (M5s), Lorenzo Guerini alla Difesa (Pd), Dario Franceschini ai Beni Culturali (Pd). Poi i probabili ingressi, come Antonio Tajani agli Affari europei (FI) e Giulia Bongiorno alla Pubblica amministrazione (Lega). Tra i leghisti resta probabile un coinvolgimento di Giancarlo Giorgetti, mentre per Forza Italia ci sarà anche una donna, una delle due capogruppo, Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini, oppure Mara Carfagna. Per il Partito democratico in campo il vicesegretario Andrea Orlando e, forse, una delle due vicepresidenti, Anna Ascani e Debora Serracchiani. Italia Viva schiera Ettore Rosato o Teresa Bellanova, per i centristi-europeisti i nomi più spendibili sono quelli di Emma Bonino e Carlo Calenda.È ovvio che non entreranno tutti e non è nemmeno detto che quelli che entreranno lo faranno dalla porta principale, visto che la partita seguente sarà dedicata a viceministri e sottosegretari. 

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