Anglotedesco

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mercoledì 3 febbraio 2021

EMILIO CARELLI:"«Quarant’anni di esperienza e non mi hanno mai ascoltato .I 5 Stelle hanno perso l’anima»


da IL CORRIERE DELLA SERA del 3 febbraio 2021

Sbatte la porta e se ne va. L’eco dell’addio di Emilio Carelli al Movimento 5 Stelle è destinata a fare rumore. Il deputato era in dissenso da mesi, ma nessuno si aspettava lo strappo nel mezzo delle trattative per il Conte ter. A sorpresa, l’onorevole giornalista ha annunciato la sua decisione, «presa con sofferenza». Preludio di una autonoma iniziativa politica, che potrebbe nascere in dissenso con la linea dei vertici del Movimento. Carelli andrà nel gruppo Misto anche se, solo quattro giorni fa, aveva fatto un tweet di sostegno alla linea dei 5 Stelle: «No a veti su Italia viva, ma avanti con Giuseppe Conte».

Carelli, che è successo?

«È una scelta dolorosa».

Perché ha lasciato?

«Il Recovery, fatto in quel modo totalmente inadeguato. E la ricerca dei parlamentari delle minoranze».

Non le è piaciuta la caccia ai responsabili in Senato?

«No, il tentativo di compravendita di singoli parlamentari delle opposizioni, roba da mercato delle vacche, è stato l’ultima goccia. Una cosa tristissima. Vedere la maggioranza arruolare in quel modo senatori come Mariarosaria Rossi mi ha troppo deluso».

E adesso, che farà?

«Andrò nel gruppo Misto e poi penserò al futuro. Immagino uno spazio centro moderato in cui fare approdare tutti gli scontenti».

Un movimento politico?

«Ci rifletterò, tanti nel M5S sono in sofferenza come me». Negli stessi minuti sull’agenzia Agi escono altre dichiarazioni rilasciate a caldo: «Il Movimento ha perso l’anima. Porto nel cuore i valori fondativi dei 5 Stelle nei quali mi riconosco, purtroppo il bilancio finale non è positivo».

È arrabbiato perché non l’hanno ascoltata?

«Sono deluso, troppe persone sbagliate e incompetenti nei posti sbagliati».


Dica la verità, è uscito dal Movimento perché non le avrebbero fatto fare il ministro?

«Io non sono entrato nel Movimento con l’idea di fare il ministro. Questa era la terza tornata, se non l’ho fatto nella prima e nella seconda perché avrei dovuto farlo adesso? Le scelte non sono fatte in base alle competenze».

Bonafede e Azzolina non sono competenti?

«Nel Movimento si parte dai dogmi. No a questo, no a quello, no al Mes, no al partito di Bibbiano, no alla Tav. Se davvero volevamo fare il governo migliore per il Paese dovevamo affidarci a chi ha esperienza».

Davvero vuole fondare un partito?

«Vorrei aprire uno spazio nel centro moderato, una casa europeista e in far approdare tutti gli scontenti del M5S e contribuire alla salvezza del Paese».

Ha già il nome?

«Mi piacerebbe Centro popolare italiano, anche se Pierluigi Castagnetti ha detto che non posso usare la parola Popolari. Ci penserò su».

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