Anglotedesco

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giovedì 11 febbraio 2021

Il patentino vaccinale spacca l'Ue.Ora si rischia un caos di regole


di Marco Bresolin

L'Estonia ha avviato un progetto pilota con l'Organizzazione mondiale della Sanità per istituire un certificato vaccinale elettronico che presto potrebbe essere valido in tutto il mondo. Un sistema che dovrebbe funzionare come il libretto giallo dell'Oms, ma in versione digitale, attraverso un codice Qr. Ottenere il riconoscimento a livello globale non sarà semplice, visto che c'è già chi solleva obiezioni legate alla protezione dei dati. Ma il vero ostacolo sarà un altro: che cosa si potrà fare con questo documento? In Europa i Paesi sono divisi e il rischio di avere presto una Babele di regole diverse da Stato a Stato è forte. L'Italia mantiene una posizione attendista e, per ora, non ha alcuna intenzione di introdurlo. Ma non esclude di farlo in futuro, a patto che ci sia una soluzione europea. O almeno questa era la linea del governo uscente.solo un documento medicoI leader Ue hanno già discusso e bocciato l'idea di un passaporto vaccinale, perché alcuni di loro sono estremamente contrari. C'è la volontà di adottare un certificato unico, riconosciuto in tutta l'Unione, che ogni probabilità sarà digitale. Ma i vertici delle istituzioni hanno subito messo le cose in chiaro: dovrà essere soltanto un documento medico, non di viaggio. Almeno in un primo momento, poi si vedrà. Il fatto è che alcune capitali non hanno alcuna intenzione di aspettare e scalpitano. In primis c'è la Grecia, che aveva portato la proposta al tavolo europeo. Il premier Kyriakos Mitsotakis vuole assolutamente accelerare per salvaguardare l'industria turistica ed è pronto ad andare avanti da solo. Tanto che nei giorni scorsi è stato annunciato un accordo con Israele che consentirà la libera circolazione tra i due Paesi a chi avrà ricevuto la vaccinazione. Un'intesa che presto potrebbe estendersi ad altri Stati, visto che gli annunci si moltiplicano di giorno in giorno.Ieri è stato il turno del governo ungherese, che sul piano vaccini sta seguendo una linea piuttosto solitaria (Budapest ha già acquistato le dosi di Sputinik V e del vaccino cinese). Ma prima ancora avevano manifestato la loro intenzione di adottare un passaporto vaccinale la Danimarca, che potrebbe essere pronta già nel giro di qualche settimana, e la Svezia, che lancerà il piano in estate «e sulla base di standard condivisi a livello internazionale». Serviranno per viaggiare, ma probabilmente anche per partecipare a eventi all'interno del Paese. Anche Cipro ha fatto sapere che non richiederà né test né quarantena ai vaccinati, idem l'Estonia, la Romania e la Polonia. Stesso discorso per l'Islanda, che non fa parte dell'Ue ma è nell'area Schengen. Guardano con interesse alla proposta Spagna e Portogallo, due Paesi che puntano sul turismo per rilanciare le rispettive economia. i contrariNell'Unione c'è però un blocco di Paesi nettamente contrari. E senza il loro via libera non si andrà da nessuna parte visto che si tratta di Stati tutt'altro che marginali. La Germania, per esempio, che considera il passaporto vaccinale uno strumento discriminatorio visto che a oggi non tutti i cittadini hanno avuto il diritto al vaccino. E poi la Francia, che oltre alla motivazione tedesca solleva un'altra obiezione: il vaccino è una libera scelta e introdurre dei privilegi per chi decide di sottoporsi all'iniezione creerebbe delle disparità.C'è infine una ragione che spinge molti Stati, tra cui l'Italia, alla cautela. Al momento i vaccini proteggono contro la malattia, ma non ci sono ancora sufficienti evidenze che funzionino anche per bloccare il contagio. Le persone che sono state vaccinate potrebbero dunque trasmettere il virus: consentire loro di viaggiare liberamente non aiuterebbe a contenerne la circolazione. Anche l'Oms condivide questa linea e, pur essendo al lavoro per introdurre un certificato riconosciuto a livello internazionale, è molto cauta sulla possibilità di trasformarlo in un passaporto che consenta di viaggiare senza restrizioni.

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