Anglotedesco

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venerdì 12 febbraio 2021

Il super-tecnico di Bankitalia che conosce ogni segreto della Ragioneria dello Stato


Paolo Baroni

Lo si può definire il vero braccio destro di Draghi, il suo alter ego. O se vogliamo il suo uomo di fiducia. Per Daniele Franco quello dell'Economia è un ritorno: ha infatti lasciato il palazzone di via XX Settembre nel maggio del 2019, dopo sei anni di Ragioniere generale dello Stato, ed oggi ci torna da ministro. È l'uomo di cui il nuovo presidente del Consiglio ha bisogno in questa postazione decisiva per reimpostare il Recovery plan e poi farlo marciare spedito rispettando le scadenze fissate da Bruxelles. La collaborazione tra i due è di vecchissima data e risale ai tempi della Banca d'Italia dove quello che sino a ieri era il direttore generale è entrato nel 1979 due anni dopo la laurea in Scienze politiche conseguita a Padova ed un master all'Università di York. Franco, classe 1953, bellunese di Trichiana, piccolo paese che sorge ai piedi delle Dolomiti, ha praticamente svolto quasi tutta la sua carriera a via Nazionale a partire dal centri studi di cui è stato capo dal 2007 al 2011 per poi salire di grado e diventare direttore centrale area ricerca economica e relazioni internazionale ed infine, dopo la parentesi alla Ragioneria, dal maggio 2019 è stato prima nominato vicedirettore generale e quindi dal 2020 direttore generale e presidente dell'Istituto vigilanza sulle assicurazioniAppassionato di musica classica tutti lo descrivono come una persona molto cortese, tranquilla e gentile, un po'schivo ma anche ostinato quando si tratta di far valere le sue convinzioni. Oggi lo si può certamente ritenere il massimo esperto di finanza pubblica, da sempre prima a via Nazionale e poi alla ragionerai, un attento controllore dei conti pubblici, unanimemente ritenuta la sua vera specialità. Ai tempi del governo giallo-verde sono passate alla storia gli attacchi ricevuti soprattutto dai 5 Stelle che lo accusavano di bloccare l'attività di governo ogni volta che la Ragioneria begava la bollinatura per mancanza di copertura. Sarà divertente ora vedere come si rapporterà con lui il nuovo ministro dell'agricoltura Patuanelli che arrivò a definirlo il simbolo del tecnocrate con gli occhi rivolti al passato e all'austerità. Intervenendo lo scorso novembre alla Giornata del risparmio Franco ha indicato debito pubblico e crescita come le due vere priorità del paese. Spiegando poi che «occorre migliorare la qualità e quantità dell'istruzione accrescere gli investimenti privati e pubblici, aumentare la spesa in ricerca e sviluppo accelerare l'innovazione, migliorare il quadro regolamentare e l'azione della Pa, facilitare l'aumento della dimensione delle imprese, recuperare i divari tra il Mezzogiorno e il resto del paese» . 

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