Anglotedesco

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domenica 7 febbraio 2021

Il via libera di Visco: "L’Italia ce la può fare servono le riforme"

 


da LA REPUBBLICA  del 7 febbraio 2021.Vittoria Puledda

È un’Italia ancora molto provata dalla pandemia, ma anche un’Italia che ce la può fare. Le proiezioni Bankitalia, vaccini permettendo, prefigurano una ripresa dell’attività produttiva dalla primavera. Per vincere la scommessa c’è una condizione fondamentale: «Il Paese deve trovare la coesione necessaria per riprendere la via dello sviluppo». Ignazio Visco parla al congresso dell’Assiom Forex (gli operatori finanziari) in collegamento da Palazzo Koch: segno dei tempi, in quest’era tanto segnata dalla crisi sanitaria ancora «non superata». Pur senza fornire nuove stime di crescita (Bankitalia ha indicato +3,5% per il Pil 2021) Visco segna una strada e dà un messaggio di ottimismo: «La nostra economia ha dimostrato capacità di ripresa » e anzi nel terzo trimestre 2020, quando la morsa del Covid sembrava essersi allentata, c’è stato un «forte aumento dell’attività produttiva ». Tuttora, nonostante le incertezze, «è possibile, coltivando una visione di più lungo termine, fare meglio di quello che suggeriscono le proiezioni tendenziali».

Ma il percorso non è scontato. C’è bisogno di coesione (forse un messaggio alla politica?) per affrontare «i gravi problemi dell’oggi» e i «preesistenti ritardi strutturali», che rappresentano un freno rispetto alla strategia comune dell’Unione, che ha al centro «le sfide della sostenibilità ambientale e della transizione digitale». Per non sprecare le possibilità offerte dal Recovery fund occorre che il Piano nazionale di ripresa sia accompagnato «da riforme che sciolgano i nodi che frenano lo sviluppo» per garantire una crescita «inclusiva e giusta». Pubblica amministrazione, giustizia civile, ripresa degli investimenti e dei consumi, utilizzo produttivo dei risparmi, rilancio della partecipazione al lavoro di fasce di popolazione ai margini (donne e giovani, soprattutto nel Mezzogiorno), istruzione, innalzamento della capacità innovativo del sistema produttivo: Visco non nomina - ovviamente - il suo ex collega in Bankitalia, Mario Draghi. Ma tutto il suo intervento appare in sintonia con il Draghi-pensiero. Il governatore ha sottolineato la necessità di ritornare - con gradualità - ad un quadro di più normale, con una progressiva riduzione delle misure «di sollievo » alle famiglie in parallelo con la riduzione dell’emergenza; compreso l’allentamento del blocco generalizzato dei licenziamenti. Altro obiettivo, riportare il rapporto debito pubblico/Pil su valori più accettabili. Oggi, spiega Visco, i livelli sono simili a quelli del primo dopoguerra: i bassi tassi di interesse possono aiutare al contenimento. Il sistema bancario dovrà fare la sua parte, nel sostenere le imprese e nel gestire l’aumento dei crediti deteriorati. Ma, ancora una volta, il percorso verso la normalità è alla portata dell’Italia. L’effetto-Draghi ha ristretto la distanza di rendimento Btp/Bund sotto i 100 punti base. Un successo, ma ancora il doppio di Spagna e Portogallo. Intanto Draghi incassa l’endorsement della presidente della Bce Christine Lagarde: " Ha tutte le qualità per far ripartire l’economia italiana con l’aiuto dell’Europa"

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