Anglotedesco

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venerdì 5 febbraio 2021

«In 13 regioni contagi in aumento» .Il caso Umbria, paura per le varianti


da IL CORRIERE DELLA SERA del 6 febbraio 2021.Mariolina Iossa

«La curva si appiattisce, ma il decremento è lentissimo», siamo «fondamentalmente in una situazione di stabilità», dice il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro, a commento del nuovo monitoraggio regionale. In realtà c’è da stare più preoccupati rispetto ai dati analizzati nel report della settimana scorsa perché, continua Brusaferro, «abbiamo 13 regioni che registrano un trend dei nuovi casi in aumento».

Anche stavolta entra in ballo l’indice di contagio, l’Rt che nella media nazionale è sempre allo 0,84 come nell’ultimo monitoraggio, quello del 29 gennaio, ma l’intervallo di riferimento è tra lo 0,76 di alcune regioni, quelle a basso rischio, che tuttavia sono in numero inferiore rispetto alla scorsa settimana (sette, erano dieci), e l’1,02 delle regioni a rischio più elevato, che stavolta sono tre (la settimana scorsa una).Preoccupano molto le nuove varianti — la brasiliana e l’inglese — in provincia di Perugia soprattutto, con l’Umbria intera che rischia di tornare al rosso dall’attuale arancione, e di Chieti.

«Ci sono molte regioni che hanno un Rt vicino a uno — ha rilevato il presidente dell’Iss —. Il segnale è di allerta e di potenziale controtendenza e richiede grande attenzione nel mantenere le misure di mitigazione. È opportuno continuare a rimanere a casa il più possibile, evitando di incontrare persone oltre il proprio nucleo abitativo».In ogni caso, «è importante agire prontamente», avverte il direttore della Prevenzione Gianni Rezza, che considera utile «che le regioni identifichino al loro interno delle zone rosse, lì dove c’è la presenza di varianti, all’interno delle quali applicare un mini lockdown temporaneo», ma restando gialle quando il dato complessivo lo permette, «per favorire l’economia». Tra le prime misure mirate ieri sera il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio ha attivato la didattica a distanza per 14 giorni a partire dal lunedì; in Toscana, a Chiusi, nel basso Senese, è allerta per un focolaio con varianti; tutta l’area al confine umbro sarà in zona rossa la prossima settimana, così come alcune aree del Perugino. A Roma chiusa una piazza a San Lorenzo, una delle zone della movida, a causa degli assembramenti.

«Restate a casa — ha ribadito Rezza —, abbiamo oltre 14 mila nuovi positivi (14.218, ndr), un numero elevato, ed è sempre piuttosto alto anche il numero di decessi». Ieri il bollettino ha riportato 377 morti, meno del giorno prima ma comunque troppi, per un totale di 90.618 vittime. Il carico sugli ospedali, secondo il monitoraggio, è diverso da regione a regione; cala leggermente il totale nazionale ma restano 7 le regioni che superano la soglia critica di ricoveri in terapia intensiva. Ieri in rianimazione si sono liberati 9 posti ma con 132 nuovi ingressi. I ricoverati ordinari sono 19.575, 2.142 in intensiva.In Europa nel 2020 sono morte 400 mila persone in più (+10%,), secondo l’Eurostat. Il picco lo scorso novembre.

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