Anglotedesco

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venerdì 12 febbraio 2021

L’Aiea lancia l’allarme sul nucleare :“L’Iran produce uranio metallico” Gli ispettori: Teheran vuole costringere gli Usa a rinegoziare l’intesa del 2015

 


di Vincenzo Nigro

L’Iran ha lanciato un nuovo segnale agli Stati Uniti sul suo programma nucleare. L’Aiea, l’agenzia nucleare dell’Onu, certifica che il Paese ha prodotto 3.6 grammi di uranio metallico nel suo impianto di Isfahan. È una violazione minima degli accordi “Jcpoa” (Joint common plan of action), l’intesa firmata nel 2015 da Iran, Stati Uniti e altri paesi, ma poi abbandonata dall’America di Trump nel 2018. È una provocazione chiaramente decisa dall’Iran per essere rilevata dagli ispettori Aiea e fatta rimbalzare nel mondo. Il Jcpoa prevedeva molte restrizioni al programma nucleare, l’altro vieta che gli iraniani producano il cosiddetto “uranio metallico”, una versione raffinata dell’uranio che di per sé è un metallo ma che in natura non si trova come elemento puro da utilizzare nella catena della reazione nucleare.Il direttore generale della Aiea, l’argentino Rafael Grossi, martedì sera ha presentato un documento a tutti i Paesi membri dell’Agenzia. Il documento analizza gli ultimi report degli ispettori nucleari: l’uranio metallico è stato prodotto il 6 febbraio in un laboratorio per esperimenti partendo da 13 grammi di “Uf4”, ovvero tetrafluoruro di uranio. L’Iran conferma di essere in grado di proseguire dal punto di vista della capacità tecnologica sulla strada di ogni possibile attività nucleare. E lo fa sapere al mono con un solo scopo: costringere gli americani a ritornare al Jcpoa, revocando le pesantissime sanzioni economiche che Trump ha reimposto alla Repubblica Islamica. Ma lo stesso Biden ha confermato pochi giorni fa che è impossibile tornare semplicemente al Jcpoa: l’Iran ha sviluppato una capacità missilistica, ha un arsenale militare capace di creare una minaccia assai seria ad alleati nella regione come Israele, Emirati e Arabia Saudita.

«Il problema è che gli iraniani hanno firmato quell’accordo, che non includeva altri argomenti, e a quello vogliono ritornare», dice una fonte della Aiea. Che aggiunge una cosa: «Il vero problema è che se le due parti, Iran e Stati Uniti, continuano così, tutto potrebbe sfociare in un confronto molto pericoloso ». Il timore a Vienna è che la mancanza di un negoziato regolato dalla diplomazia possa portare un nuovo scoppio di violenza, al di là delle intenzioni.A questo scenario pensa sicuramente la Russia, tradizionale alleato dell’Iran: il vice-ministro degli Esteri Serghej Rjabkov ha detto «comprendiamo le ragioni che spingono l’Iran. Ma nonostante questo, è necessario mostrare moderazione e avere un approccio responsabile ». Lo stesso ha fatto la Francia, «lanciamo un appello all’Iran a non prendere alcuna nuova misura che aggraverebbe ulteriormente la situazione sul piano nucleare ».

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