Anglotedesco

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venerdì 5 febbraio 2021

LUIGI DI MAIO:"Draghi ha un profilo prestigioso.Ora è arrivato il tempo del debito buono"

 


l'intervista di Andrea Malaguti 

Ci sono giravolte che fanno più effetto di altre. E quella degli ex movimentisti antisistema, tradizionalmente chiamati Cinque Stelle, ha una sua innegabile spettacolarità. Mario Draghi, Dio di Tutte le élite e Custode dell'Euro Whatever It Takes, incontra l'Elevato (fu) euroscettico Beppe Grillo, uscito dal letargo per godersi lo spettacolo in prima fila, come se andare alle consultazioni fosse l'unico giochino che ancora gli mette i brividi. Il Blog, Bibbona e gli affari di Stato. Gli basterà definire inevitabile ciò che si considerava inaccessibile e necessario ciò che un tempo si giudicava rivoltante. Il brutto diventerà bello e l'amaro dolce, con l'intoccabile foglia di fico del reddito di cittadinanza. Quindi farà un inchino a favore di telecamera e lascerà a Luigi Di Maio, unico tessitore credibile del suo orizzonte visivo, il compito di rimettere assieme i cocci del Movimento. Un gioco di prestigio per niente scontato che il ministro degli Esteri racconta in questa intervista a La Stampa, in cui oltre a spalancare la porta al primo ministro incaricato e alla vecchia maggioranza, non la chiude del tutto neppure alla Lega. 

Ministro Di Maio, vi siete venduti l'anima al Draghi? 

«La letteratura vuole che la scelta di vendere l'anima sia dettata dal perseguimento di interessi personali». 

Appunto. 

«È vero il contrario, in questo caso. Ho chiesto maturità e responsabilità istituzionale perché lo dobbiamo al capo dello Stato ma soprattutto al Paese, che sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia recente. C'è la pandemia, il Recovery in arrivo, la coesione europea da preservare, il comparto produttivo in attesa di risposte. In ballo c'è il futuro di tutti». 

Perché, per affrontare queste sfide, l'ex numero uno della Bce è meglio di Conte? 

«Il nostro sostegno a Conte è stato e continua ad essere forte. Sono stato io a indicarlo due volte presidente del Consiglio, tutto il M5S gli è vicino. È improprio mettere a confronto le due personalità, è un esercizio per dividere mentre qui bisogna lavorare per unire, è quello che ha detto anche Conte». 

Glielo chiedo senza comparato: chi è Draghi per lei? 

«Draghi ha indubbiamente un profilo prestigioso, tra l'altro ha una prospettiva economica diversa da quella di Monti. Abbiamo detto che lo ascolteremo, è giusto farlo. E lo faremo partendo dai temi». 

Quando dice: «lo faremo» intende dire «lo farà Rousseau»? 

«Si è votato sia per il Conte I che per il Conte II, se sarà richiesto anche questa volta, gli iscritti si esprimeranno in tempi rapidi» 

Direbbe sì a un governo tecnico? 

«Abbiamo ribadito più volte la necessità di un governo politico, le regole della democrazia sono chiare, le forze politiche in Parlamento sono espressione della volontà popolare». 

Che cosa si aspetta dal governo Draghi? 

«Intanto aspetto l'esito delle consultazioni. Ma non possiamo nasconderci dietro ai pregiudizi o rinchiuderci nell'ipocrisia. Il M5S ha intrapreso un percorso di maturità, sta acquisendo a mio avviso una nuova credibilità e non deve aver paura dei cambiamenti. Siamo noi stessi l'essenza del cambiamento, abbiamo stravolto lo scacchiere politico degli ultimi dieci anni, ora abbiamo una grande responsabilità. Ascoltare per difendere ciò in cui si crede non significa vendersi o compromettersi, significa usare la testa e riflettere. E comunque saranno i parlamentari a decidere». 

A Draghi i ministeri di spesa, alla politica i restanti ministeri di prestigio (penso agli esteri, agli interni, alla giustizia, o anche alla cultura)? 

«È inutile fare previsioni. Tocca al premier incaricato definire la lista dei ministri e comunicarla al presidente della Repubblica». 

È disposto a discutere la revisione del reddito di cittadinanza? 

«Concentriamoci sulle politiche attive del lavoro, è lì che dobbiamo fare ancora tantissimo. Mi faccia dire però che è proprio grazie al reddito che durante la pandemia oltre tre milioni di persone sono riuscite ad andare avanti. È un dato che non si può ignorare». 

Via Quota 100? 

«Non mi sembra utile discutere di ciò che si deve tagliare». 

Quali sono le sue priorità per il Paese? 

«Il vaccino, permettere di vaccinare oltre la metà della popolazione il prima possibile. Rallentamenti su questo fronte si tramuteranno in rallentamenti del nostro sistema economico. Dobbiamo inoltre superare l'idea che possano bastare interventi di riforma settoriali per superare la crisi in corso. Dobbiamo lavorare per rendere il nostro debito pubblico sostenibile, privilegiando gli investimenti». 

Parla già come Draghi. 

«Parlo come ho sempre fatto. In questa cornice occorre concentrarsi sulle direttrici che, nel medio periodo, massimizzano il potenziale di crescita: infrastrutture fisiche e digitali, ricerca e trasferimento tecnologico, istruzione e formazione. In altre parole, occorre produrre "debito buono" per rendere sostenibile lo stock di debito pregresso». 

Debito buono è draghismo puro. Parteciperebbe a un governo insieme con Berlusconi? 

«Ho già detto di no una volta. È agli atti. Malgrado ciò non le nego che con alcuni esponenti di Forza Italia ho rapporti cordiali e costruttivi. Ci sono le idee politiche ma, fortunatamente, anche i valori umani». 

E a uno appoggiato dalla Lega? 

«Qui stiamo entrando nel campo delle sue ipotesi, come M5S riteniamo si debba preservare la maggioranza che finora ha lavorato compatta e mi riferisco a M5S-Pd e Leu». 

Cito Giorgetti: Draghi è come Cristiano Ronaldo e Cr7 non può restare in panchina. Le piace la metafora? 

«Simpatica. Giorgetti è una persona di cui ho stima e rispetto». 

Lo vedrebbe bene come ministro? 

«Non spetta a me decidere i ministri». 

Perché a parlare col presidente del Consiglio incaricato ci va Beppe Grillo? 

«Perché la posta in gioco del paese è altissima e lui sa sempre guardare lontano». 

Si smaterializza per mesi, ma appena ci sono le consultazioni riappare. Non è un filo anomalo? 

«Non si faceva sentire con la stampa, ma c'era. C'è sempre stato». 

Perdoni la brutalità, chi comanda nel Movimento: lei, Grillo, Casaleggio o Conte? 

«Non serve comandare, basta decidere, dirigere, guidare. Vito Crimi si è caricato di un peso enorme in questo anno, la prossima settimana ci sarà il primo voto sull'organo collegiale, bisogna arrivare a una definizione della nuova struttura il prima possibile». 

Ministro, Conte sta dando la scalata al Movimento? 

«Ma per favore. Il futuro di Conte lo sceglie Conte, ancora non abbiamo avuto modo di parlarne». 

Lo vedrebbe alla guida di una federazione 5Stelle-Pd-Leu? 

«Me lo auguro». 

Renzi e il suo 2% vi hanno dato una lezione di politica? 

«Hanno aperto una crisi di governo nel pieno di una pandemia. Lei la considera una lezione? Per me la politica è per qualcosa, non contro qualcuno». 

È vero che le ha proposto di prendere il posto di Conte alla guida del governo e lei ha rifiutato? 

«È stata una delle tante falsità dirottate sui giornali per dividere il Movimento». 

Ministro, un piccolo passo indietro: la scelta del presidente Mattarella l'ha stupita? 

«Non ho la presunzione di giudicare le scelte del Presidente». 

Eppure questa nomina è la certificazione notarile che il ceto politico di questo Paese ha fallito. 

«È un segnale che la politica deve considerare». 

In queste ore ha tenuto lei i rapporti con Draghi. 

«Non sono stato l'unico ad averlo sentito, non ci vedo nulla di male». 

Quale sarà la prima cosa che gli direte stamattina? 

«Vito, Beppe e i capigruppo parleranno di temi, di agenda, di programma. Questo conta per il M5S». 

Lei continuerà a fare il ministro degli Esteri? 

«Non è questa la mia preoccupazione. Mi permetta però di dirle che alla Farnesina ho trovato diplomatici e funzionari straordinari. Ogni risultato si raggiunge in squadra. Sono grato in particolare al segretario generale Elisabetta Belloni e al mio capo di gabinetto Ettore Sequi per il supporto incondizionato che hanno dato all'azione di governo». 

Come convincerà Di Battista e i suoi seguaci che la vostra è una scelta per il bene dell'Italia? 

«Alessandro non va convinto di nulla, esprime le sue idee liberamente e fa bene a farlo. Nelle prossime ore vedremo che direzione prenderà il tutto». 

Le dirà che vi state consegnando al Signore di tutte le élite. 

«Se lo sa perché me lo chiede?» 

Per sapere cosa gli risponderà. 

«Che non sono d'accordo con questa definizione». Quello che sta nascendo è un governo dei migliori, il migliore dei governi possibili o l'unico possibile? «Un governo deve ancora nascere, attendiamo gli sviluppi». Ministro, lei esclude che torneremo a votare prima dell'estate? «È il presidente della Repubblica che prende queste decisioni». 

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