Anglotedesco

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venerdì 5 febbraio 2021

M5S ,verso il voto su Rousseau.Conte al vertice dei big 5 stelle

 


di Federico Capurso 

«Sei d'accordo che il Movimento faccia parte di un governo presieduto da Mario Draghi? ». Dover rispondere «sì» a una domanda come questa, per gli iscritti M5S non sarebbe facile, ma il quesito sulla piattaforma Rousseau ci sarà. Lo danno per certo tutti i big del partito, nonostante Grillo sia poco convinto di votare in un momento di emergenza. Preoccupazioni condivise ai piani alti del partito. Per questo - ragionano - il quesito non potrà essere centrato su Draghi. Si dovrà annacquare: «Non un voto su di lui, ma sul suo programma di governo», spiegano. E che sia preceduto dagli endorsement di Grillo e dei big M5S.Magari, anche di Conte, che stamani parteciperà alla Camera al vertice grillino pre - consultazioni col comico genovese. Una presenza non passata inosservata e che potrebbe essere il primo tentativo dell'ex premier di entrare nei gangli del Movimento. Grillo, per sicurezza, ha chiesto a tutti di lasciare il cellulare fuori dalla sala. Alla riunione dei maggiorenti del Movimento potrebbe partecipare anche Davide Casaleggio, a Roma da martedì. Comunque ha già fatto sapere, ai parlamentari e ministri incontrati in questi giorni, che lui è «favorevole alla nascita di questo governo». Purché si passi dalla sua piattaforma: «Qualunque sarà lo scenario politico possibile - avverte - l'unico modo per avere una coesione nel M5s sarà chiedere agli iscritti su Rousseau». La bollinatura degli attivisti M5S potrebbe aiutare a spegnere il fuoco su cui soffia Alessandro Di Battista. L'ex deputato ha perso l'appoggio di Casaleggio e di Virginia Raggi, che d'un colpo sono diventati fan di Draghi. In Senato, però, resiste la fronda di grillini che non ne vuole sapere di questo governo. Se ne contano una dozzina pronti al gesto estremo del voto di fiducia contrario e tanti altri in sofferenza, che preferirebbero l'astensione. In tutto, ci sarebbero 40 malpancisti. Alcuni, come Barbara Lezzi, sono finiti nella lista «irrecuperabili», tra chi è più facile dica addio al Movimento, piuttosto che dire sì a Draghi. Meno irrecuperabile è Di Battista, che - raccontano - non ha alcuna intenzione di uscire di scena. «Vediamo se farà un'inversione a U come al suo solito o se dirà di no a Draghi come noi», lo sfida il senatore Mattia Crucioli. Sono contrari anche Toninelli e Morra, così come Lannutti, che definisce Draghi «servitore dell'alta finanza massonica internazionale e dei poteri forti». Ha provato a farli ragionare Stefano Patuanelli, ma senza successo. E ci proverà anche Grillo, domani, dopo le consultazioni.

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