Anglotedesco

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sabato 6 febbraio 2021

Putin espelle tre diplomatici europei Su Navalnyj è duro scontro Mosca-Ue




 da LA REPUBBLICA del 6 febbraio 2021.di Rosalba Castelletti 

Per Josep Borrell le relazioni tra Unione europea e Russia «sono a un punto critico», anche per via del caso Navalny. Secondo Serghej Lavrov, invece, i rapporti tra i due blocchi sono «malsani» in quanto la Ue «è un partner inaffidabile ». Il ministro degli Esteri russo è durissimo con l’Alto rappresentante Ue, che resta quasi senza parole. E proprio mentre i due responsabili parlano ai media dopo un confronto «aperto, franco e intenso», ovvero senza trovare accordo su nulla, la Russia espelle tre diplomatici europei (di Svezia, Polonia e Germania) accusandoli di aver preso parte alle proteste del 23 gennaio a Mosca: lo sgarbo massimo verso il rappresentante dei 27, che provoca reazioni durissime da parte degli europei.

Si sapeva che il compito di Borrell non era dei più facili, giunto a Mosca per chiedere la liberazione di Aleksej Navalnyj e tenere vivo il dialogo tra Ue e Russia. E così lo spagnolo deve incassare il duro affondo di Lavrov, che invece di mettersi sulla difensiva sceglie il contrattacco. Lo fa rovesciando la narrativa, ricordando allo spagnolo Borrell il trattamento degli indipendentisti catalani, parlando degli arresti Usa per l’assalto al Campidoglio (monito agli Usa) e di episodi di repressione violenta «in Italia». In realtà si confonde con le proteste anti-Covid in Olanda, ma a rettificare il lapsus ci pensa la trascrizione russa della conferenza stampa e una nota successiva. Il messaggio in ogni caso è chiaro: la Russia non accetta lezioni. E per corroborare la tesi, Lavrov prepara un video che mette a confronto le azioni della polizia in Russia e Occidente. Quanto alla possibilità di sanzioni, incolpa l’Europa di «ridicolo approccio solidaristico». Riferimento ai presunti pregiudizi di alcuni partner che nella vulgata russa influenzerebbero gli altri governi.

Già due settimane fa i ministri degli Esteri dell’Unione hanno discusso la nuova ondata di misure restrittive contro i vertici del Cremlino, ma su pressione di Berlino è stato deciso di rinviare il momento della verità al vertice europeo del 25 marzo. Dopo il trattamento riservato a Borrell, però, le sanzioni vengono date per inevitabili: i ministri degli Esteri ne parleranno il 22 febbraio, i leader potrebbero già battezzarle al vertice informale del 25 febbraio o attendere il summit di marzo.

Intanto Borrell, nonostante le critiche del Ppe, non incontra Navalnyj, pubblicamente per non avallare la condanna, ufficiosamente perché lo staff dell’oppositore gli avrebbe chiesto di glissare per non dare forza alla propaganda putiniana secondo la quale il blogger sarebbe una spia occidentale. Ieri peraltro Navalnyj è tornato alla sbarra. Stavolta è accusato di avere diffamato un veterano della seconda guerra mondiale che aveva partecipato a un video promozionale del referendum costituzionale che Navalnyj aveva definito «una vergogna per la nazione». Commenti che, secondo le autorità, hanno «denigrato l’onore » di Ignat Artemenko. L’udienza è stata aggiornata al 12 febbraio. «Il Cremlino ha bisogno del titolo: "Navalnyj ha calunniato un veter ano"», ha inveito l’oppositore, accusando la famiglia e le autorità di «torturare » il 95enne. Rischia da un’ammenda a cinque anni di carcere che si sommerebbero ai due anni e otto mesi per il vecchio caso Yves Rocher. Ma non ci saranno nuove proteste almeno fino alla primavera, ha fatto sapere Leonid Volkov. Ora l’obiettivo è che «ogni leader mondiale discuta con Putin nient’altro che il rilascio di Navalnyj».

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