Anglotedesco

Anglotedesco

venerdì 5 febbraio 2021

Recovery una task force o il super ministero

 


Dopo quello di primo ministro è l'incarico più importante nel nuovo governo. E non è detto che non finiscano per sovrapporsi. La responsabilità di gestire un Recovery plan da 200 e passa miliardi di euro, di riscriverlo e aggiustarlo, magari spostando il peso sugli investimenti a scapito di sussidi e debito cattivo, è la più strategica. Ed è il primo tassello che dovrà andare a posto. Quella della governance del Recovery plan è però anche la pagina che Conte & C. hanno lasciato in bianco dopo che (a partire da Renzi) nei mesi scorsi era stata bocciata la struttura a piramide (la troika guidata dallo stesso premier con Gualteri e Patuanelli) immaginata in un primo momento, che poi ha innescato la crisi di governo. Formata la nuova squadra, Draghi dovrà scegliere la formula da adottare, e si troverà a un bivio. In base alle linee guida stilate dalla Commissione europea, o la responsabilità viene assegnata a un ministero o si crea una nuova authority, nel nostro caso una struttura di missione. Per la Commissione, per «garantire un'attuazione efficace» dei programmi nazionali, è necessario «stabilire responsabilità chiare individuando una figura di coordinamento (ministero/autorità guida) a cui attribuire la responsabilità generale dei piani di recupero e resilienza e che fungerà da punto di contatto unico per la Commissione». Draghi vorrà sovraintendere all'operazione, magari facendosi aiutare dal nuovo ministro dell'Economia, che forse sarà un tecnico in modo da evitare invidie nella gestione dei fondi, ma anche per non dover strutturare una unità di missione e perdere altro tempo. 

Nessun commento:

Posta un commento