Anglotedesco

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sabato 13 febbraio 2021

Roberto Cingolani ,il fisico arriva da Leonardo e ha vinto il ballottaggio per la Transizione ecologica

  


Sul filo del traguardo spetta ad un fisico, con spiccate doti di manager, andare alla guida di quello che diventerà il nuovo ministero per la Transizione ecologica. Roberto Cingolani ha infatti vinto il ballottaggio con Enrico Giovannini, fino all'ultimo in predicato per ricoprire questo stesso incarico e poi indicato per guidare Infrastrutture e trasporti. Come ha annunciato Draghi ieri sera in tv Cingolani sarà il nuovo ministro dell'Ambiente e della Transizione ecologica, «assorbendo anche le competenze energetiche di altri ministeri» e «presiederà il Comitato interministeriale per il coordinamento della transizione ecologica». La scelta più semplice che consente al nuovo ministro di essere immediatamente operativo senza integrazione tra i vari dicasteri. Cingolani, dal settembre 2019 chief technology & innovation officer del gruppo Leonardo, ha un curriculum di tutto rispetto, certamente adatto ad affrontare il complesso passaggio alla società sostenibile e green che rappresenta uno dei pilastri della politica europea e quindi del Recovery plan. Conta infatti esperienze nei maggiori centri di ricerca dagli Usa al Giappone alla Germania e, prima di entrare in Leonardo, è stato direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova da lui stesso fondato nel 2005, arrivando a disegnare «orizzonti visionari» ed adottando un approccio di gestione da vero e proprio amministratore delegato. Milanese, classe 1961, Cingolani ha trascorso la sua infanzia a Bari dove si è laureato e dove ha conseguito il dottorato per poi perfezionarsi alla Normale di Pisa. È stato ricercatore presso il Max Planck Institut di Stoccarda, visiting professor all'Institute of Industrial Sciences della Tokyo University e alla Virginia Commonwealth University negli Usa. Il suo primo impegno sarà legato alla messa a punto del Piano di resilienza, che tra l'altro destina circa 70 miliardi alla rivoluzione green, vero e proprio cavallo di battaglia del nuovo esecutivo. Si può dire che l'innovazione sarà il suo cavallo di battaglia, quindi punterà molto anche sull'intelligenza artificiale soprattutto per gestire sistemi complessi come mobilità e smart city.Dovrà incrociare sfida ambientale e sviluppo, implementare gli sforzi sul fronte della decarbonizzazione (l'Italia svetta in Europa nel campo delle rinnovabili, ma è ancora lontana dall'obiettivo di ridurre del 55% le emissioni entro il 2030) e spingere l'acceleratore sul fronte dell'economia circolare e della mobilità sostenibile. Un programma che lo porterà a collaborare in maniera col nuovo ministro per l'Innovazione Colao e, sull'altro fronte, con Giovannini. 

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