Anglotedesco

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giovedì 4 febbraio 2021

Salvini: daremo un aiuto se si andrà presto al voto. Meloni si smarca e dice no

 



da IL CORRIERE DELLA SERA del 4 febbraio 2021.Marco Cremonesi

«Se sarà Draghi a portare stabilità, noi daremo il nostro contributo. Con l’idea che la parola debba tornare prima possibile agli italiani». Matteo Salvini, di certo, non sbatte la porta in faccia Mario Draghi, lo dice a Lilli Gruber su La7. Eppure, si complica il fronte interno al centrodestra. Soprattutto riguardo alla possibilità che si confermi come una coalizione compatta. E dunque, una sfida difficile per lo stesso Salvini, se vorrà presentarsi come il leader dell’alleanza.I capi dei partiti si incontrano poco dopo mezzogiorno. Al termine della riunione, un paio d’ore più tardi, non c’è lo spazio nemmeno per una nota comune. Se l’arrivo sulla scena di Mario Draghi non era imprevedibile, gli alleati al momento non sono pronti per una risposta a una sola voce. La novità è la posizione di Giorgia Meloni: «Non sapete quanto mi costi — avrebbe detto — ma per spirito di unità noi saremmo disposti ad astenerci sulla fiducia al governo Draghi. Ma solo e soltanto se tutti i presenti facessero lo stesso». Senza una risposta compatta del centrodestra, liberi tutti: e FdI voterà no alla fiducia.Però, in pochi sono d’accordo. Lo schema di fare come con le consultazioni da Mattarella, con delegazione unica e posizione preconcordata, di fatto non viene accolta. Il tema è: prima bisogna ascoltare. Lo dice Salvini, lo dice Giovanni Toti, lo dicono praticamente tutti. E così, Meloni rende pubblica la sua posizione via tweet: «Sarò chiara. Non c’è alcuna possibilità di una partecipazione o anche di un sostegno da parte di Fratelli d’Italia al governo Draghi. Gli italiani hanno il diritto di votare. Continuiamo a lavorare per tenere il centrodestra unito e portare gli italiani alle elezioni. Fatevene una ragione».Silvio Berlusconi, tra gli azzurri, è il più attento al valore della coalizione. Il suo via libera al governo Draghi era già pronto martedì sera, tramite nota, subito dopo l’annuncio di Mattarella. Poi, nello spirito dell’alleanza, ha rinunciato al comunicato da solo. Ieri, alla riunione, ha parlato di Draghi come «personalità di altissimo profilo». Prima di augurarsi un ministro della Giustizia «garantista». Per la capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, l’incarico a Draghi rappresenta «un fatto nuovo e politicamente rilevante che merita da parte di Forza Italia e tutto il centrodestra la necessaria attenzione». Con ogni probabilità, i gruppi oggi si riuniranno per votare una posizione comune del partito.Per i centristi di Noi con l’Italia sembrano esserci pochi dubbi. Ferma restando «la volontà di procedere insieme con la coalizione nell’ascolto e nella valutazione delle proposte del presidente incaricato», la scelta di Mattarella «è stata un’indicazione di altissimo profilo, una personalità rispettata a livello internazionale». Per Salvini, però, il conciliare la posizione di Fratelli d’Italia con il resto dell’alleanza pare complicato: «Ognuno ha le sue posizioni, io come segretario del primo partito del centrodestra devo cercare di fare sintesi». Ma certamente il nuovo corso gli varrà il convinto apporto di Giancarlo Giorgetti. Che ieri sera, visibilmente soddisfatto, ha ribadito il «massimo sostegno a Matteo Salvini».

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