Anglotedesco

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domenica 7 febbraio 2021

Si all'uso degli anticorpi monoclonali.Perugia,zona rossa per le varianti

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 7 febbraio 2021.Margherita De Bac

Il virus continua a correre, «non c’è tempo per aspettare il vaccino ideale. Tutti quelli disponibili in Italia sono efficaci e sicuri». Giuseppe Ippolito, il direttore scientifico dello Spallanzani, vuole fugare i dubbi di chi «non si fida». Via libera del ministro Roberto Speranza alle cure con i monoclonali. Nel weekend in giallo folla ovunque e code per lo shopping.

Con uno sprint l’Italia ha approvato definitivamente gli anticorpi monoclonali, farmaci che agiscono sul virus SarsCoV-2 nella fase iniziale dell’infezione e, secondo gli studi pubblicati, evitano che il paziente arrivi a sviluppare forme gravi e all’ospedalizzazione. Il via è il decreto firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo il parere positivo dell’Agenzia del farmaco Aifa e del Consiglio superiore di Sanità. «La distribuzione avverrà in via straordinaria. Così abbiamo insieme al vaccino una possibilità in più per contrastare il Covid-19», sottolinea il ministro. Un’opportunità in più di contenere l’epidemia: ieri 13.442 nuovi positivi (il 4,7% dei tamponi) e 385 morti. Anche se calano le terapie intensive: 2.110 posti occupati, -32 nelle ultime 24 ore. Allarme a Perugia per le varianti brasiliana e inglese,tanto che da domani scatterà la zona rossa in città e in tutta la provincia.

La procedura straordinaria che ha permesso l’ingresso dei monoclonali anche da noi (dopo Germania, Ungheria Usa, Canada e Israele) è una legge del 2006 che prevede in emergenza il ricorso a terapie sperimentali non ancora approvate dalle autorità centrali.

Hanno ricevuto semaforo verde due anticorpi monoclonali prodotti da Eli Lilly e Regeneron, l’azienda conosciuta per aver fornito il cocktail somministrato all’ex presidente Donald Trump. Verranno dati a pazienti con infezione lieve-moderata e a rischio di sviluppare forme gravi di malattia (cardiopatici, obesi, diabetici, immunodepressi). Il farmaco è un’infusione in vena della durata di 50 minuti. Successivamente il paziente deve essere tenuto sotto controllo un’ora. Se ne prevede un uso domiciliare o ambulatoriale, ma sempre sotto la gestione di operatori sanitari. La terapia va fatta al massimo entro 72 ore dalla comparsa dei sintomi altrimenti può essere inutile. Le Regioni dovranno organizzarsi per portare i monoclonali a casa.

Soddisfatto il presidente di Aifa Giorgio Palù: «Bel successo. Aifa ha lavorato in sinergia con gli organismi interni e ha concluso il percorso con una delibera approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione. A questa è seguita una lettera firmata dal direttore Nicola Magrini e da me, inviata al ministro».

Pare comunque che la strada verso il sì, sia stata molto accidentata. «Il parere positivo poteva e doveva essere dato 3 mesi fa», polemizza da Atlanta l’immunologo Guido Silvestri, professore alla Emory University, che chiede anche le dimissioni dello stesso dg Magrini. Sul fronte della campagna vaccinale, entrata nel vivo, il commissario Arcuri ha invece annunciato che la priorità, dopo personale sanitario e anziani, sono le Forze armate e di Polizia sotto i 55 anni e senza patologie croniche. Avranno il vaccino AstraZeneca.

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