Anglotedesco

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sabato 13 febbraio 2021

SILVIO BERLUSCONI:" Forza Italia farà la sua parte"

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 13 febbraio 2021.Paola Di Caro

La battuta, fulminante, la fa un ex ministro del centrodestra: «È il governo perfetto per farsi eleggere al Quirinale... Ci sono tutti i partiti, e i moderati di quei partiti, quelli che possono siglare il patto...». E in effetti, a guardare la rappresentanza di Lega e Forza Italia, emerge bene come i ministri appena nominati del Carroccio non siano non proprio i più vicini a Salvini, mentre i tre portabandiera azzurri — Brunetta, Gelmini e Carfagna — sono tutti esponenti dell’area anti-sovranista (nei giorni più concitati della crisi la Carfagna aveva perfino evocato una scissione), anche se ciascuno di loro ha una lunga e mai messa in dubbio appartenenza a FI. Ma soprattutto, a tutti e tre sono stati concessi solo ministeri senza portafoglio.Se nella Lega comunque Matteo Salvini mostra subito di apprezzare, in FI c’è malumore. Non a caso, mentre il leader leghista parlava e Giorgia Meloni mandava una nota durissima che sembra anticipare un no — fra gli azzurri era silenzio pesante: ore dopo la lettura della lista dei ministri, quello azzurro era l’unico partito a non aver diffuso un commento. Vuoto colmato solo a tarda sera, alle 23, con una nota sobria di Berlusconi: «“FI farà la sua parte”: è quello che avevo dichiarato l’altro giorno al termine dell’incontro con il presidente Draghi e che ripeto volentieri». Il Cavaliere accoglie «con soddisfazione» la nomina dei tre ministri che si impegneranno «con l’abituale dedizione, competenza ed esperienza» e manda al premier e al governo «il più vivo augurio di buon lavoro».

Nonostante il lieto fine notturno, chi ha parlato con Berlusconi è convinto che gli sia stato fatto uno «sgarbo». Perché in parte i nomi ma soprattutto i ministeri — nessuno dei quali con portafoglio — non avrebbero soddisfatto le aspettative. Raccontano infatti che nella lista che aveva fatto avere a Draghi ci fossero, oltre a Gelmini e Brunetta, anche Tajani e Bernini, fedelissimi del Cavaliere e l’uno sua voce ufficiale, l’altra portabandiera del Senato che ha retto all’assalto dei «Responsabili». Ma Tajani già nei giorni scorsi aveva fatto sapere che, se gli avessero offerto le Politiche comunitarie, non avrebbe accettato perché aspirava a un ruolo più pesante. Ieri è girata molto la voce di un suo rifiuto all’offerta esplicita, ma lui nega decisamente: «A me nessuno ha mai detto niente». Invece sembra che Berlusconi sia stato chiamato da Draghi dal Quirinale solo alle 19.20 per annunciargli le scelte, e ai suoi dubbi su peso dei ministeri e nomi (non si aspettava la Carfagna, è rimasto deluso dal mancato ingresso di Tajani) il premier avrebbe replicato spiegando che Tajani è di fatto come un leader di partito, e lui non ne aveva chiamato nessuno al governo. In ogni caso, Draghi non ha richiamato il Cavaliere e la lista definitiva, raccontano da FI «l’abbiamo appresa solo dalla tivù...».

Mentre Tajani si consolerà continuando a rappresentare la voce del Cavaliere e i ministri scelti sono ovviamente soddisfattissimi («Hanno vinto i migliori», esultavano i loro amici), ma Berlusconi si aspettava di più è dopo aver «fatto tanto» per favorire la nascita del governo. Quello che significherà per la vita dell’esecutivo, lo si capirà soltanto nei prossimi mesi.

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