Anglotedesco

Anglotedesco

giovedì 11 febbraio 2021

Silvio Berlusconi: «Maggioranza non politica ma una risposta a emergenze gravi»

 


Intervista di Amedeo La Mattina

Silvio Berlusconi è rimasto «commosso» per l'accoglienza ricevuta a Roma. Ha deciso di partecipare alle consultazioni perché «il momento è drammatico». Ma ritiene che Draghi abbia la sensibilità politica per guidare non «una maggioranza politica», ma «una risposta eccezionale a circostanze gravissime». 

Il suo ritorno a Roma è stato un evento mediatico. Che sensazioni ha avuto di fronte a tanto clamore? 

«Ovviamente mi ha fatto piacere - anzi mi ha commosso - ricevere un'accoglienza tanto calorosa. Tuttavia non ho avuto molto tempo per questo: la gravità della situazione del Paese non consente distrazioni. Sono venuto a Roma, malgrado i medici me lo sconsigliassero, perché il momento è drammatico e c'è molto da lavorare, per fronteggiare la pandemia e per evitare il disastro per famiglie e imprese. Di fronte a questo, non sono nello stato d'animo per festeggiare». 

Adesso è finita la sua traversata nel deserto cominciata nel 2013 con la condanna e l'espulsione dal Senato? 

«Quella è stata una pagina molto amara, perché si è trattato di una clamorosa ingiustizia, ai danni non solo miei ma anche degli elettori italiani. Un'ingiustizia nata nel clima di condizionamento politico di alcuni settori della magistratura, clamorosamente denunciato in questo periodo dalle rivelazioni del giudice Palamara e di altri importanti magistrati. La mia forzata esclusione dalla politica attiva ha fortemente danneggiato FI sul piano elettorale, privata del suo leader proprio negli anni in cui la competizione politica si è più fortemente personalizzata. Però devo anche aggiungere che non ho mai avuto la sensazione di una traversata nel deserto: il calore, l'affetto, il sostegno di milioni di italiani non è mai venuto meno e mi ha aiutato a superare le prove più difficili». 

Che effetto le ha fatto incontrare Draghi in un ambito di tale gravità politica? 

«Ho voluto Draghi al vertice non solo della Bce ma prima ancora a quello di Bankitalia. Sentivo - anche grazie alla mia esperienza di imprenditore abituato a valutare le persone - che era la persona giusta. Quindi mi è sembrato naturale vederlo come ideatore e regista di un governo che intende riunire le energie migliori del Paese. Come noi, per primi, avevamo richiesto». 

Draghi dà l'impressione di essere più politico di tanti politici di professione. 

«Draghi non ha soltanto grande competenza, ha grandi capacità di gestione di strutture complesse, di mediazione ma soprattutto di risoluzione dei problemi. Non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide difficili e spero vinca anche questa». 

I 5S soffrono la sua presenza e quella di Salvini. Lei ha detto «che Dio ce la mandi buona». È preoccupato? 

«Ho pronunciato quella frase riferendomi alla condizione del Paese, che è davvero preoccupante, non alle questioni di palazzo, che devono passare in secondo piano. Ho piena fiducia in Draghi. Voglio sperare che tutte le forze politiche lavorino nella stessa direzione e che abbiano ben compreso la portata dell'appello del Capo dello Stato. Le distinzioni politiche rimangono, le preclusioni sono fuori dal tempo». 

Grillo preme l'acceleratore sull'ambiente, vuole un ministero per la Transizione ecologica. Che ne pensa? 

«Nulla in contrario, anzi ne sarei felice: la cura dell'ambiente è sempre stata una delle mie prime preoccupazioni. Sono stato il primo in Italia e in Europa ad aver realizzato new towns nelle quali il verde è protagonista e i percorsi pedonali sono distinti da quelli ciclabili e automobilistici. Questo 50 anni fa, quando l'ambientalismo non era ancora una moda. L'importante è che questa moda non diventi il pretesto per riproporre la cultura del no. Sviluppo e ambiente sono complementari, non antagonisti». 

Non crede che questa maggioranza sia troppo eterogenea per convivere? 

«Lo sarebbe se fosse una maggioranza politica: la convivenza fra noi e i 5 Stelle sarebbe ovviamente impossibile. Ma questa è una risposta eccezionale a circostanze gravissime. Mi auguro che tutti coloro che partecipano a questo tentativo dimostrino maturità». 

La folgorazione europeista di Salvini l'ha sorpreso? 

«Ho incontrato Salvini, è stato un lungo e cordiale colloquio che ci ha visti in piena sintonia. Sono contento - ma non sorpreso - che una grande forza come la Lega abbia condiviso il nostro appello perché il centro-destra fosse fra i protagonisti di una soluzione di alto profilo, di fronte al venir meno della maggioranza di sinistra e a una paralisi che il Paese non poteva permettersi». 

Aiuterà Salvini ad entrare nel Ppe? 

«Matteo non ha bisogno del mio aiuto. Naturalmente sarei molto lieto se la Lega aderisse alla Carta dei Valori del Ppe, che fu per larga parte riscritta da me nel 2006 nel Congresso di Roma dei Popolari Europei. Ma questa è una decisione che riguarda la Lega, se e quando i tempi saranno maturi». 

Meloni all'opposizione: il centrodestra è più debole? 

«Il centro-destra rimane la nostra prospettiva politica. Rispetto la scelta dei nostri amici di FdI pur non condividendola. Sono certo che, come abbiamo fatto con il primo governo Conte, garantiranno il loro sostegno sui temi tipici del centro-destra. Per il resto, la nostra coalizione governa bene la maggior parte delle regioni e moltissimi comuni e si presenterà ovunque unita alle amministrative. Non credo sia indebolita. Il centro-destra è una coalizione plurale e la pluralità è una ricchezza, non una debolezza».

Nessun commento:

Posta un commento