Anglotedesco

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mercoledì 3 febbraio 2021

Zingaretti: il Quirinale rimedia a un disastro .Ora bisogna garantire il bene del Paese

 


da IL CORRIERE DELLA SERA del 3 febbraio 2021.Giuseppe Alberto Falci

Alle 22.50 Nicola Zingaretti rompe il silenzio: «Abbiamo fatto davvero di tutto per ricostruire una maggioranza, in un momento difficile». È il giorno più lungo da quando è segretario del Pd. È ancora scosso, Zingaretti, da quello che si è consumato nelle ore precedenti, da una trattativa estenuante nel corso della quale il gruppo dirigente dei democratici ci ha provato fino in fondo, compatti attorno a Giuseppe Conte, definito «il punto di equilibrio della coalizione». Ma ora inizia una nuova fase.

Sergio Mattarella ha evocato un governo di alto profilo che sarà guidato da Mario Draghi. «Il capo dello Stato — continua Zingaretti — che ringraziamo, con la sua iniziativa ha posto rimedio al disastro provocato dalla irresponsabile scelta della crisi di governo. Da domani saremo pronti al confronto per garantire l’affermazione del bene comune del Paese». Non sarà certo un caso se nelle parole del segretario non c’è alcun riferimento all’ex governatore della Bce. Va da sé, che dal Nazareno la stima nei confronti di Draghi è riconosciuta a tutti livelli. Ma è altresì evidente che la delusione resta tanta per il passaggio che si è appena consumato. «Renzi era a caccia di poltrone, è stato lui ad aprire la crisi» è il refrain. E ancora: nell’estate del 2019 Zingaretti avrebbe voluto le elezioni ma poi è nato il Conte-2. E da lì il segretario ha investito le sue fiches sull’alleanza giallorossa mostrandosi sempre leale nei confronti dell’esecutivo guidato da Conte. Il numero uno del Nazareno pensava di gestire questo passaggio, di riuscire a portare a compimento il terzo gabinetto Conte. E se non fosse stato possibile ci sarebbero state le elezioni.Sia come sia, alle parole di Zingaretti seguono quelle di Lorenzo Guerini, ministro della Difesa e riferimento della corrente Base riformista: «D’accordo con Zingaretti: l’iniziativa del presidente della Repubblica riempie un vuoto determinatosi per una crisi incomprensibile. A questa iniziativa bisogna rispondere con responsabilità e generosità per il bene dell’Italia, che l’unico fine del nostro lavoro». Dunque il Pd risponderà certamente alla chiamata di Mattarella. D’altro canto, come confidano diversi parlamentari, «noi rappresentiamo il partito della stabilità del Paese, quello che un tempo era la Dc». Al Nazareno si scorge una certa amarezza perché, confida un deputato

«è la sconfitta della politica che ha un nome e cognome. Ora si apre una fase nuova. Certamente sosterremo l’appello del presidente». Insomma il Pd ci sarà. Ma se si è arrivato a questo punto «la colpa non è certo nostra, ma di Matteo Renzi che puntava alle poltrone, non ai temi».

E che il sentimento sia questo lo si comprende quando Andrea Orlando, il numero due del partito, in diretta a Carta Bianca su Raitre, la metta così: «Se Draghi era l’obiettivo di Renzi perché fare questa sceneggiata?». Dopodiché Orlando ha elogiato l’ex governatore di Bankitalia: «Draghi? Una grande personalità è un punto di partenza importante ma non risolutiva se non c’è una maggioranza che può accompagnare un percorso politico». E ancora, sempre Orlando: «Non resteremo insensibili all’appello di Mattarella».È più diretto il capogruppo in Senato, Andrea Marcucci: «La nostra gratitudine e la nostra fiducia al presidente della Repubblica. Al professor Draghi un augurio di buon lavoro. L’interesse dell’Italia prima di tutto». E poi c’è chi come Stefano Ceccanti, altro esponente di punta del Pd, manda un avvertimento: «Perché il fallimento della politica non si trasformi in un fallimento del Paese: ora occorre dare una maggioranza parlamentare all’iniziativa presidenziale».

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