Anglotedesco

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giovedì 29 aprile 2021

Balneari allarmati:nel decreto niente proroghe alle concessioni

 



I balneari sono preoccupati per il mancato inserimento delle concessioni balneari nel decreto legge Proroghe approvato dal Consiglio dei ministri. A dare voce ai timori della categoria è Cna balneari. «La norma - sottolinea il sindacato - è necessaria per dare certezze ai titolari di concessione la cui durata è stata prorogata fino al 2033 con la legge di bilancio 2018 e poi confermata con i decreti Rilancio e Agosto. L'estensione è stata messa in discussione dalla Commissione europea con una lettera di messa in mora dell'Italia mentre migliaia di imprese balneari sono ancora in attesa dell'estensione della concessione scaduta nel 2020 per effetto di sentenze dei Tar». A giudizio di Cna Balneari, pertanto, è urgente la conferma della estensione delle attuali concessioni al 2033, avviare la riforma del demanio marittimo e concludere positivamente una querelle aperta con l'Unione europea da oltre dieci anni che tiene nell'incertezza oltre trentamila imprese tra stabilimenti balneari, alberghi con spiagge e attività commerciali operanti sul demanio. La risposta del governo è arrivata immediata dal ministro del turismo Massimo Garavaglia che ha sottolineato che non serve alcuna proroga perché la proroga di fatto c'è già, quella decisa dal decreto Centinaio - che l'Italia continua a ritenere valida - con cui è stata allungata fino al 2033 la durata delle concessioni in essere. Rimane dunque fuori dal decreto proroghe l'intervento sulle concessioni balneari, questione che malgrado le pressioni di alcune rappresentanze della categoria (Federbalneari e Sib-Confcommercio hanno espresso posizioni diverse da Cna balneari) il governo non intende affrontare subito anche perché al momento tutte le concessioni sono congelate per via dell'emergenza Covid. Resta comunque, ribadiscono dall'esecutivo, l'obiettivo di una riforma che richiederà necessariamente tempi più lunghi. Nel decreto Proroghe sono contenute invece alcune novità importanti. Addio all'obbligo di far lavorare da remoto un dipendente pubblico su due, ci sarà più tempo per l'esame di teoria della patente, senza dover pagare nuovamente la domanda, e per rinnovare la carta d'identità. E viene esteso fino al 31 dicembre il regime rafforzato del golden power nei settori considerati di rilevanza strategica.

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