Anglotedesco

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venerdì 30 aprile 2021

Tajani “L’Italia in giallo non è merito di Salvini Protesta, ma non romperà”




da LA REPUBBLICA del 30 aprile 2021.Intervista di Emanuele Lauria

Il centrodestra si è spaccato su coprifuoco e sfiducia a Speranza.Secondo Giorgia Meloni avete scelto di sostenere «una gestione fallimentare della pandemia».

Come giudica queste parole il vicepresidente di Fi Antonio Tajani?

«Noi siamo stati i grandi fautori del governo di unità nazionale. Restiamo diversi dalle altre forze della maggioranza, ma crediamo non abbia senso introdurre elementi divisivi nella coalizione».

Significa che avete votato contro la sfiducia ma non condividete l’operato di Speranza?

«Abbiamo criticato a lungo l’azione del suo ministero. Poi è arrivato Draghi e il cambio di passo si è visto, basti per tutti l’arrivo del generale Figliuolo. Detto ciò, se vuole sapere se a parer mio Speranza sia cambiato, le dico di no. Ci sono stati da parte sua atteggiamenti troppo rigidi, preconcetti sulle chiusure. Ma la nostra fiducia è riposta nel premier».

La Lega di Salvini, nel frattempo, non ha votato quel provvedimento e comunque si attribuisce il merito di aver riportato l’Italia in giallo.Lettura corretta?

«Direi di no, Fi ha svolto un ruolo determinante. E anche buona parte del Pd spingeva per allentare le restrizioni»

Ma lei avrebbe promosso una petizione contro il coprifuoco, cioè contro un atto del governo di cui fa parte?

«No, ma quello fa parte del linguaggio politico di Salvini. Dopo di che, ripeto, tutto ciò si sarebbe potuto evitare senza quell’irrigidimento sul coprifuoco alle 22».

Lei ha da poco incontrato Salvini.Pronto a mettere la mano sul fuoco che non mollerà il governo?

«Salvini non romperà mai. Ha preso un impegno e lo manterrà. Intende solo affermare la sua identità. Lo fa anche Letta, rilanciando questioni divisive come Ius soli e legge Zan».

A proposito: voterete la legge Zan?

«No. Suvvia, non c’è bisogno di una legge come questa, in un momento di emergenza come l’attuale».

Vero che vi avviare a costituire gruppi comuni di Lega e Fi?

«Abbiamo posto le basi per una collaborazione più stretta fra le forze del centrodestra di governo. Con Salvini ci incontreremo più spesso.Esattamente come accade fra Conte e Letta. Le altre ipotesi, come la federazione fra i gruppi del centrodestra, era un’idea di Meloni.Non più attuata».

Beh, non accadrà ora che siete separati dal sostegno a Draghi.Sicuro che questa scelta stia pagando?

«Da fuori non si cambiano le cose.Senza Fi e Lega avremmo ancora Arcuri e Bruxelles avrebbe detto che il Recovery plan dell’Italia è inadeguato. Invece stiamo incidendo anche sul rilancio dell’economia.Vogliamo difendere le piccole imprese in crisi e batterci, questa è la novità, anche perché da questa crisi nascano nuove pmi, nuove start-up. I soldi non mancano».

Intanto, i sondaggi premiano la scelta di Meloni stare all’opposizione.

«Premiano tutto il centrodestra.Un’indagine che abbiamo appena commissionato dice che Fi è in crescita e che c’è un ringiovanimento del nostro elettorato».

Con Fdi vi ritroverete, lei dice.

«Mi sembra inevitabile, e il mio appello è a presentare candidati comuni alle amministrative. A Torino il nome di Damilano non è in discussione, Bertolaso a Roma l’abbiamo proposto noi. Albertini è già stato un eccellente sindaco, in Calabria c’è il nostro Occhiuto».

Questa legge elettorale, per le Politiche, vi favorisce.

«È vero, e non credo che cambiarla sia una priorità. Puntiamo a costruire un centrodestra unito e aperto a forze civiche».

Renzi e Calenda vi strizzano l’occhio.

«Sono espressione del centrosinistra».

Il modello Ursula, un’alleanza dal Pd a Fi, è una suggestione o qualcosa in più?

«Quell’alleanza nasce a Bruxelles impedire che la commissione Ue avesse un presidente socialista. Non è importabile in Italia».

Fra dieci mesi si voterà per il Quirinale. Draghi sarà in campo?

«Presto per dirlo. Certo, non si potrà eleggere un capo dello Stato contro l’opinione del centrodestra. Io ho un sogno nel cassetto...».

Mi lasci indovinare: un imprenditore ed ex premier.

«Un uomo del Nord che ama il Sud (ride). Ma è un sogno, appunto. Per rispetto verso Mattarella, non parliamo dell’argomento per ora».

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