Anglotedesco

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lunedì 26 aprile 2021

Via libera al piano della ripresa parte il dibattito sulle pensioni

 


Un decreto semplificazioni entro fine maggio, da tramutare in legge entro metà luglio. Un altro con le misure urgenti sugli appalti pubblici. La costituzione di una struttura presso la Presidenza del Consiglio per la semplificazione normativa, con un decreto ad hoc a maggio. Una legge delega per la riforma fiscale entro il 31 luglio. E per allora arriverà pure la legge annuale per la concorrenza con cui si interverrà sull'attuale normativa antitrust per il «rafforzamento dei poteri di antitrust enforcement e dei poteri di regolazione settoriale». Tra le prime bozze del Piano nazionale di ripresa e resilienza a firma Draghi-Franco e quella su cui, dopo 48 ore di trattative, è arrivato il placet europeo e che oggi e domani sarà illustrata al parlamento, la differenza è nei dettagli. Perché alle osservazioni di Bruxelles sull'inadeguatezza dei capitoli relativi alle riforme strutturali - troppo vaghi - l'Italia ha risposto dettagliando gli interventi e soprattutto indicandone i tempi. Del resto al cronoprogramma è legato l'arrivo delle risorse - 191,5 miliardi dall'Unione europea, cui si aggiungono i 30,6 del fondo complementare italiano per un totale di 222,1 miliardi di investimenti - che servono a realizzare un «intervento epocale, che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell'economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale», spiega Palazzo Chigi.Con tre priorità: giovani, donne e Mezzogiorno, dove viene indirizzato il 40 per cento delle risorse. Scompare invece, dalla versione finale del piano il riferimento a quota 100. Ora il Piano richiama le raccomandazioni europee del 2019 che chiedevano di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia attuando pienamente le passate riforme.La fine di quota 100 apre la porta al dibattito politico con il sottosegretario leghista all'Economia, Claudio Durigon, che parla della necessità di uno strumento di flessibilità in uscita ancora più forte, come «uno scivolo per le imprese che dovranno ristrutturare», mentre il segretario Cgil Maurizio Landini parla di «un'uscita flessibile da 62 anni in poi». «Quello che il governo ha promesso è molto ragionevole, cioè ha detto che cercheremo di fare interventi mirati all'interno di meccanismi di uscita che già sono all'interno del sistema», commenta l'ex ministra Elsa Fornero. E aggiunge: «L'uscita flessibile è un'ottima cosa, ma bisogna vedere chi paga questa flessibilità». Le novità più sostanziali del piano sono nel capitolo concorrenza. Entro luglio sarà presentato il disegno di legge per il «rafforzamento dei poteri di antitrust enforcement e dei poteri di regolazione settoriale». La concorrenza, spiega Draghi, è considerata «strumento di coesione sociale e crescita economica» e i tempi delle varie riforme «che vanno dai servizi pubblici locali a energia elettrica e gas, sono stati pensati tenendo conto delle condizioni dovute alla pandemia».Ddemandata a un provvedimento ad hoc la costituzione della cabina di regia. 

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