Anglotedesco

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mercoledì 5 maggio 2021

Blinken agli alleati del G7: "Reazioni comuni contro la Cina"



da LA REPUBBLICA del 5 maggio 2021

Prove di intesa tra i ministri degli Esteri del G7, che si conclude a Londra oggi, giorno del comunicato finale sul quale si sta lavorando. Sulla Russia, considerata la minaccia più imminente, le cose sembrano piuttosto scontate con la condanna collettiva delle ultime azioni destabilizzanti, in particolare su fake news e propaganda maligna, per cui si sta affinando un complicato meccanismo di risposta collettivo. Sulla Cina, invece, le posizioni sono più varie e distanti, ognuno con le sue sensibilità, si carpisce da Whitehall. Ieri gli americani, con il segretario di Stato Anthony Blinken ricevuto personalmente da Boris Johnson, non solo hanno sottolineato il caso dello Xinjiang già definito «genocidio » da Blinken, ma hanno proposto di far fronte comune rispetto alle iniziative economiche della Cina, aggressive secondo la Casa Bianca. Sul tavolo anche l’idea di un gruppo "Amici di Hong Kong" per condividere informazioni e preoccupazioni sull’ultima offensiva cinese nell’ex colonia britannica.

Ma la pressione su Pechino sale anche sul fronte europeo. Come rivelato ieri da Repubblica, l’Ue ha in canna una "scialuppa di salvataggio" contro l’espansionismo cinese in Europa per bloccare scalate e operazioni ostili del Dragone. Sempre ieri, inoltre, la Commissione europea ha ufficialmente sospeso i suoi sforzi per far ratificare da Stati membri e Parlamento Ue l’accordo di investimento con Pechino concluso l’anno scorso. Lo ha confermato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, alla Afp, «perché è chiaro che nella situazione attuale, con le sanzioni dell’Ue contro la Cina e viceversa, anche contro membri del Parlamento europeo, il contesto non è favorevole alla ratifica dell’accordo».

Insomma, si prende tempo. L’Italia è «in sinergia con Bruxelles», fa sapere il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Allo stesso tempo, Roma è tra i mediatori al G7 in corso. «La Cina è stata tema centrale della ministeriale, con particolare attenzione al tema dei diritti umani - ha rimarcato il titolare della Farnesina incontrando ieri la stampa presso l’ambasciata italiana di Londra - e a tenere aperto il dialogo su questioni come clima e sostenibilità ambientale, che vedono la Cina come attore fondamentale ». Come confermano fonti diplomatiche, la volontà del G7 è essere fermi verso le mosse aggressive del Dragone e le violazioni dei diritti umani della Russia come nel caso Navalnyj, ma allo stesso tempo tenere agganciati Pechino e Mosca nella lotta al cambiamento climatico. Un tema cruciale per tutti, a maggior ragione per Regno Unito e Italia che in autunno organizzano il decisivo vertice sul clima Cop26. Roma, inoltre, non sembra voglia precludersi relazioni commerciali con Pechino. Intanto, però, Ue e Regno Unito spingono sottobanco per nuove intese commerciali con l’India, invitata pure lei al G7: una mossa anche in chiave anti Cina.

Ma l’obiettivo finale resta il dialogo con Russia e Cina. Non a caso ieri il presidente Usa Joe Biden ha auspicato un incontro «a giugno» con Putin, nonostante tutto. Sul resto, il blocco del G7 è unito, vedi l’opposizione ai golpisti del Myanmar, la Siria dove verrà fatta pressione alla Russia per gli aiuti umanitari e almeno a breve termine anche la Libia, dove tutti, Italia inclusa, sono d’accordo nel perseguire la stabilità e nel sostegno alle prossime elezioni.

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