Anglotedesco

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martedì 4 maggio 2021

Carfagna soddisfatta: «Bene per la maternità la direzione è giusta»


Bene il riconoscimento della maternità con sconto sull'età pensionabile, preoccupazione per come i giovani di oggi potranno essere assistiti dal sistema previdenziale dei prossimi anni, ma anche necessità di mettere prima possibile mano all'intero sistema per una riforma in grado di garantire i lavoratori e i pensionati del domani. Sono queste le prime reazioni raccolte a caldo dopo le proposte di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma delle pensioni. Dal Governo la prima voce a levarsi è quella di Mara Carfagna. Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale con un post su twitter commenta: «La maternità è (anche) un lavoro da riconoscere: apprezzo l'idea dei sindacati di dare alle donne un anno di sconto sull'età pensionabile per ogni figlio. È la proposta di legge su "Quota mamma" che presentai nel 2020, è arrivato il momento di discuterne sul serio». Sulla scia delle proposte di Cgil, Cisl e Uil, si pone il Cida, la Confederazione dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità, che a sua volta fa alcune richieste da porre al tavolo di confronto sulla previdenza con il Governo: aumentare la flessibilità in uscita, incentivare la previdenza complementare, sterilizzare il calo del pil sui futuri assegni pensionistici, separare previdenza e assistenza. «Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando dice che il negoziato con le parti sociali si potrà riaprire al più presto - spiega il presidente di Cida, Mario Mantovani - e ovviamente intendiamo sederci al tavolo con idee e proposte concrete per tutelare i nostri pensionati, salvaguardare le pensioni future dei giovani manager e dare un contributo per mantenere in equilibrio il sistema previdenziale. Occorrerà tenere in seria considerazione il fatto che i giovani non hanno la certezza di retribuzioni continuative e dinamiche come le generazioni precedenti».Un invito a trovare rapidamente «una quadra nella vicenda delle pensioni» arriva dal segretario dell'Unione Popolare Cristiana (Upc) Antonio Satta. «Il governo può dare risposte certe ai lavoratori, ai sindacati, perché oltre alle statistiche c'è la vita delle persone. Non è pensabile che si innalzi l'età pensionabile a 67 anni, e non è pensabile rivedere il tempo del pensionamento in base all'aspettativa di vita. Questo rischia di scombinare i progetti di centinaia di migliaia di persone e non dà la possibilità a tante persone di entrare nel mondo del lavoro».

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