Anglotedesco

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sabato 1 maggio 2021

Israele, strage tra gli ultraortodossi nel primo raduno post lockdown

 


da LA REPUBBLICA del 1 maggio 2021.Sharon Nizza

A poche ore dalla tragedia, migliaia di persone ancora circolano tra i sentieri che circondano la tomba del Rabbino Shimon Bar Yochai tra le colline del monte Meron, in Alta Galilea. Alcuni si disperano, accendono candele commemorative, altri sono curiosi, molti cercando di spiegare la loro versione dei fatti ai giornalisti.La maggior parte continua ad arrivare in pellegrinaggio alla tomba del Rabbino, a cui si fanno risalire le origini della kabalah, la mistica ebraica. Vengono per celebrare la festività di Lag ba-Omer, che ricorda le vicende degli ebrei che si opposero alle legioni romani nel II secolo d.C., che proprio in questo giorno, secondo la tradizione, smisero di morire dopo settimane in cui venivano decimati da una pandemia.

Nel 2020, la pandemia dei nostri giorni ha tenuto lontano centinaia di migliaia di fedeli che quest’anno sono giunti da tutto il Paese anche per festeggiare la fine del Covid, in quello che avrebbe dovuto essere il primo evento di massa senza restrizioni e si è trasformato invece nel peggiore disastro civile d’Israele.Almeno 45 vittime, tra cui quattro bambini tra i 9 e i 15 anni, 150 feriti di cui ancora una ventina in condizioni gravi, rimangono il ricordo indelebile di una notte finita in una tragedia di cui ancora nessuno sa dare spiegazioni.Dopo il momento più atteso della nottata, l’accensione del falò nell’area riservata a Toldot Aharon, una delle correnti più intransigenti della comunità ultraortodossa, era iniziato il flusso delle uscite dalla zona sovraffollata.Secondo le ricostruzioni, alcune persone sono scivolate su una rampa, creando un accalcamento che ha portato all’intasamento delle vie di fuga. Le vittime sono rimaste schiacciate e soffocate dalla ressa.

Tutti i testimoni con cui parliamo puntano il dito contro la polizia che aveva posto nell’area delle transenne, apparentemente per veicolare la folla. «Non ci sono mai stati posti di blocco in passato, la polizia è responsabile di quanto accaduto», urla David. C’è chi dice che le transenne siano state inserite proprio per contingentare gli ingressi, perché, seppure Israele abbia da un mese sollevato quasi tutte le restrizioni da Covid grazie a una campagna vaccinale da record, il ministero della Salute richiedeva delle misure cautelari.E ora è in corso uno scambio di accuse tra i diversi ministeri e la polizia, che ha nel frattempo aperto un’indagine interna, con il commissario dell’unità Nord del Paese che «si assume la piena responsabilità degli eventi, nel bene e nel male».Giornalisti, ex ufficiali di polizia e funzionari governativi dicono che si tratta di una tragedia annunciata: un rapporto del controllore dello Stato già anni fa segnalava la carenza delle infrastrutture, non adatte a ospitare il più grande evento del Paese. Più voci invocano l’istituzione di una commissione d’inchiesta indipendente.

Il tramonto, accompagnato dalla consueta sirena che segna l’entrata dello Shabbat, fa calare improvvisamente il silenzio anche sulle polemiche. Domani sarà giornata di lutto nazionale. L’identificazione dei cadaveri è sospesa nel rispetto delle tradizioni e riprenderà solo questa sera, insieme ai funerali. E alle accuse reciproche.


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