Anglotedesco

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martedì 4 maggio 2021

Renzi, lo 007 e l'incontro filmato in autogrill


C'è un video "rubato". C'è un ex capo del governo, Matteo Renzi. C'è un dirigente dei servizi segreti, Marco Mancini. E c'è pure l'incontro - che pare clandestino - nella piazzola di un autogrill. Tutti gli ingredienti di una "spy story", di una storia di spionaggio ad alta tensione. Che viene svelata, in tv dalla trasmissione Report. Pochi minuti dopo essere andata in onda è già un caso politico che si trascina per tutta la giornata, con Renzi che parla di "complottismo e bufale e M5s che annuncia un'interrogazione parlamentare.Insomma, una storia italiana. Il video mandato in onda è girato da dentro un'auto parcheggiata fuori da un autogrill sulla Roma-Firenze. Gli uomini inquadrati sono appunto Renzi e Mancini. L'autrice del video è (sarebbe) una donna che - dice a Report - di essersi trovata lì per caso, costretta a fermarsi per un improvviso malore della madre: «Mi sono fermata in quella piazzola perché mia madre si era sentita male e mio padre era sceso per accompagnarla». Aggiunge di non riconoscere Mancini, ma lo definisce un «tipo losco» che aveva attratto la sua attenzione ancora prima dell'arrivo dell'auto «con i vetri oscurati» da cui sarebbe sceso Renzi. Poi il servizio prosegue con il colloquio tra il giornalista di Report e Renzi che rilancia: mette un proprio video sui propri canali social. Arriva la domanda andata "delicata": "A proposito di rapporti con il Medio Oriente, c'è una persona che ha ottime, consolidate conoscenze in quei paesi. Parliamo di Marco Mancini. A noi risulta un suo incontro riservato con Marco Mancini, agente dei servizi segreti". Renzi anticipa la rivelazione sulla presenza di un video: « Mancini è uno dei dirigenti dei servizi segreti con cui ho avuto incontri riservati. Penso di averlo visto anche all'autogrill... Se lei fa riferimento al fatto che io l'ho incontrato a dicembre all'Autogrill, assolutamente sì, l'ho incontrato qui», dice indicando il suo studio da senatore a Palazzo Giustiniani, «come ho incontrato tanti altri dirigenti. A meno che lei non voglia dire che l'incontro all'autogrill fosse riservato, visto che c'erano persino le telecamere...». Dopo di che Renzi smentisce che l'incontro avesse finalità politiche, tanto meno legate all'assegnazione della delega ai servizi segreti (che Giuseppe Conte aveva tenuto per sé). Renzi dice che Mancini gli dovesse solo «portare i babbi,un bellissimo waffer romagnolo che il dottor Mancini mi manda tutti gli anni, che io mangio in modo molto vorace e siccome me ne sono scordato ci siamo incontrati all'autogrill».Crederci o no questa è la risposta di Renzi, mentre Italia Viva presenta un'interrogazione parlamentare per screditare il programma Report: vuole sapere se e quanto paga le fonti. In particolare se è vero che ha pagato 45mila euro una testimonianza. La circostanza è già stata smentita dal giornalista e conduttore Sigfrido Ranucci, ma intanto la macchina del fango si è messa in moto. Per Renzi si è messa in moto quella del "complottismo", tanto che nella sua e-news elenca tutti i punti deboli di questa operazione-video. A partire dalla ripresa casuale. Ma alla fine trova un paladino che ha a cuore la sua difesa: Matteo Salvini. Il leader della Lega giustifica l'incontro di Renzi: «Io ho incontrato decine di esponenti dei Servizi. Incontrare uomini dei Servizi segreti mi sembra assolutamente normale, poi uno può incontrarli in Autogrill, al monastero, a via del Corso o nel suo ufficio. Non mi sembra nulla di particolare». 

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