Anglotedesco

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giovedì 31 gennaio 2019

Il 70% dei cannabis shop non avverte sui rischi


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SIGARETTE, alcol, siti porno, videogiochi per adulti, cannabis,gioco d’azzardo: è molto, troppo,
lungo, l’elenco dei prodotti che lalegge vieta agli under 18 anni maai quali, nella realtà, i minori hanno accesso facile e quasi incontrol- lato. È quanto emerge dall’indagine‘Venduti ai minori’ promossa dal Moige, il movimento italiano genitori, che come spiega Antonio Affinita, direttore generale,presenta dati «molto gravi e preoccupanti»per cui è necessario «ridefinire il sistema delle sanzioni,dei controlli e della formazione».L’appello per tutti è uno: «Aiutiamoi nostri figli a crescere meglio».
ALCUNI numeri parlano da soli. Perché se vi chiedete dove i ragazzi trovano alcol e sigarette la risposta– stando all’indagine curata per il Moige dall’Università Europea di Roma su 1.388 minori di
età compresa fra gli 11 e i 17 anni, il 21% dei quali del Nord, il 30% del Centro e il 49% del Sud – è
semplice: dove si vendono, visto che almeno nella metà dei casi gli esercenti non verificano che gli acquirenti siano maggiorenni. Nel 65% dei casi nessuno controlla l’età di chi compra una bevanda
alcolica e il 38% la vende ugualmente pur sapendo che l’acquirente è un minorenne. Ma c’è un altro
dato gravissimo: «Sembra – spiega l’indagine – che, nel 52% dei casi, i commercianti abbiano
continuato a vendere alcolici nonostante il visibile stato di ubriachezza degli under 18». Locali,
pub e discoteche sono i posti dove si rifornisce il 42% dei minori: il 23% ai bar, il 19% nei supermercati, il 7% nei ristoranti, il 2% nei negozi alimentari.
Non va meglio sul fumo perché i minori comprano direttamente le sigarette per il 51% nelle tabaccherie, mentre il 40% se le fa procurare da amici più grandi; solo il 5% lo fa attraverso i distributori automatici ma il divieto viene aggirato facilmente tramite la tessera sanitaria di un maggiorenne o addirittura del genitore o del fratello maggiore, mentre il 15% delle macchinette le dà liberamente. Chi ammette di fumare abitualmente inizia a farlo a 14-15 anni nel 43% dei casi ma c’è anche un 10% di ragazzi che comincia, giovanissimo, a meno di 11 anni. E poi c’è la questione cannabis: i giovani intervistati se la procurano, principalmente, da amici (56%) oppure per strada (26%). Per quanto riguarda la canapa ‘light-legalizzata’ risulta che in 7 cannabis shop su 10 erano assenti indicazioni che informassero i ragazzi che si tratta di un «prodotto da collezione non adatto alla combustione» (non si può fumare, insomma) mentre il 68% dei rivenditori (quasi 7 su 10) ha venduto il prodotto nonostante fossero minorenni.
Il 72% dei minori afferma che prima di comprarla non è stato chiesto loro alcun documento
e soltanto il 26% la ritiene illegale. AL CONTRARIO, ben l’83% dei ragazzi sa che il gioco d’azzardo è vietato ai minori, che nel 58% dei casi privilegiano le scommesse sportive, per le quali nel 62% non è mai stato chiesto un documento e nel 54% non c’è stato alcun rifiuto a farli giocare anche dopo aver constatato l’età minore di 18 anni.
Accesso pressoché libero anche ai siti pornografici visto che ogni ragazzo dai 12 anni o anche
prima ha in tasca un telefono cellulare. E così per vedere questi siti il 59% usa lo smartphone e il
14% i tablet mentre soltanto l’8% naviga in Internet dal computer, più controllabile a casa dai genitori. Nel 76% dei casi, per ben tre minori su quattro, nessuno ha attivato sul dispositivo il ‘parental control’ e il 6% è riuscito comunque a eliminarlo. Infine, il 34% non riscontra di correre alcun rischio partecipando a videogiochi volgari e violenti e così il 27% utilizza la connessione on line per giocare in questo modo con amici

1 commento:

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