Anglotedesco

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mercoledì 9 gennaio 2019

Qualche anno fa Claudio Borghi avrebbe detto che la soluzione migliore era nazionalizzare Carige

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ANGLOTEDESCO:chi ha voglia di non essere un patetico parrocchiano, sa cosa diceva Claudio Borghi qualche anno fa ai tempi del BASTA EURO TOUR.Oggi ha cambiato pelle.Nel 2015 avrebbe detto che la soluzione ai problemi di Carige sarebbe stata nazionalizzarla.

Claudio Borghi è il presidente leghista della Commissione bilancio alla Camera.

Perché dice che Renzi e Gentiloni salvavano i banchieri e voi i risparmiatori?

«Il decreto interviene senza azzerare nessun risparmiatore, anzi serve a tutelare bond e conti correnti di Carige messi in pericolo da una direttiva europea sul bail in che va rivista perché addossa le responsabilità delle crisi ai clienti-cittadini e trascura manager e autorità di controllo».

Come coniugare il decreto salva Carige, fotocopia del salvabanche, con le dichiarazioni di Di Maio che non voleva “mettere un euro degli italiani per salvare le banche”?

«Non sono titolato per commentare le dichiarazioni passate dei M5S.
Posso dire che il punto politico su Mps non era l’intervento statale, dove anche M5S era a favore, ma perché e come si arrivò alla crisi, con responsabilità univoca del Pd».

Come farete a negoziare con la Commissione Ue un piano di rilancio per Carige?

«Sarà il Tesoro a farlo, come da legge: d’altra parte una priorità nell’agenda politica delle elezioni Ue sarà rivedere la normativa, perché non funziona, produce instabilità nei depositi: se il governo non fosse intervenuto a Genova si rischiava di aggravare una corsa agli sportelli già iniziata».

Dal M5S si torna a chiedere di accertare le responsabilità di Bankitalia. Che ne pensa?

«Con Carige le banche che per anni hanno avuto cattive gestioni più o meno eclatanti sono una decina. È troppo, e finora non ho visto nessuno dalla vigilanza assumersi delle responsabilità. Capisco le attenuanti della recessione, e perfino quelle dei banchieri che ostacolano la vigilanza: ma trincerarsi dietro questo non può bastare, specie se si è ingannati dieci volte di fila».

Qual è la vera strategia del governo su Carige?

«Penso si tratti di intervento cautelativo per mettere in sicurezza depositi e bond senior, che ora diventano i più sicuri d’Italia. Se l’esercizio riesce l’intervento pubblico potrebbe essere minimo: magari Carige riuscirà persino a concludere l’aumento previsto. Se dovessero servire fondi, ritengo che sarebbe meglio li mettesse direttamente lo Stato, anziché darli a una banca privata e sperare che raccolga Carige col cucchiaino».

Fusioni sono verosimili?

«Basta evitare di mettere miliardi per poi regalare la banca ai privati».

Il piano Mps siglato con l’Ue prevede tra sei mesi il percorso per riprivatizzare. Lei è contro: il governo le sta dando retta?

«Al Tesoro ragionano in modo più pragmatico che politico, mi pare comprensibile, in attesa che la politica cambi le regole. E quelle sulle banche devono cambiare presto».


da LA REPUBBLICA del 9 gennaio 2019

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