Anglotedesco

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mercoledì 21 agosto 2019

I danni provocati dalla moneta unica

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E' innegabile che un'unica valuta per aree fortemente diverse porti sempre delle problematiche;gli squilibri economici di inflazione ,flussi di investimento o competitività ,si colmano sempre attraverso una svalutazione  della valuta del Paese meno efficiente rispetto a quello piu efficiente.A quel punto i beni e gli attivi di quel Paese diventano più appetibili rispetto al Paese più efficiente,tanto da far riprendere le esportazioni o di attivare gli investimenti.Per farla breve, se il Paese A crea prodotti più a buon mercato o migliori in termini di prezzo e qualità rispetto a B,gli acquisti del mondo convergeranno su A,compresi quelli degli abitanti di B.Dopo una valutazione di B rispetto ad A,i prodotti di B inizieranno a risultare piu convenienti ,richiamando maggiori acquisti a scapito di A e gli abitanti di B troveranno eccessivamente oneroso acquistare i prodotti di A,preferendo quelli normali.Il medesimo aspetto riguarderà  i flussi di investimento,che generalmente saranno diretti verso il Paese non solo più solido economicamente,ma con minore inflazione, sino a quando una svalutazione competitiva renderà,almeno all'inizio,più convenienti gli asset del Paese che ha svalutato.Questo è ciò che avveniva prima dell'adozione della moneta unica l'Italia,caratterizzata da maggior debito,doveva aumentare i rendimenti dei titoli di Stato per renderli appettibili,mentre la minore competitività,caratterizzata dalle dinamiche salariali e costi di produzione più alti,oltre che maggiore inflazione si scaricava attraverso periodiche svalutazioni,con perdita del poter di acquistare dei cittadini.Oggi,con una valuta unica che condiziona peraltro anche il  livello di inflazione,perlomeno per i beni acquistati all'esterno dell'Eurozona ,l'unica leva rimasta per il riequilibrio delle differenti competitività è il livello dei salari.Ne consegue che i Paesi meno efficienti diventano sempre più ricchi.Il valore della moneta risulta si troppo sottovalutato rispetto alle economiche in difficoltà (Grecia,Italia e altri ancora);anche i flussi di investimento rendono così a preferire i primi ai secondi,generando,anche all'interno dell'area stessa, sbilanciamenti che tendono sempre più ad allargarsi.
Chi ha spinto per l'adozione dell'euro ha commesso un errore capitale,quello di creare l'unione valutaria ,prima dell'unione delle politiche fiscali.Nell'Eurozona non ci troviamo infatti nelle condizioni degli Stati Uniti ,che sono una federazione di Stati con meccanismi di riequilibrio economico ,ma in un'Unione di nazioni con differenti sistemi politici,economici e fiscali,che devono condividere un'unica valuta,guidata dalle economie più avanzate che trascinano i Paesi meno competitivi in perenne affanno.

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