Anglotedesco

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sabato 14 novembre 2020

"A Natale niente coprifuoco" .L’idea per salvare il cenone



da LA REPUBBLICA del 14 novembre 2020.Emanuele Lauria

Quest’anno, se faremo i bravi e rispetteremo le regole, sotto l’albero di Natale troveremo non solo un Rt abbondamente sotto la soglia di rischio — come l’inversione del trend di contagio sembra già indicare — ma soprattutto il possibile addio al coprifuoco. Ovvero il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5, valido per tutta Italia, introdotto con l’ultimo Dpcm. Certo, è ancora presto per fare previsioni. Su questo nel governo sono tutti d’accordo. Ma i primi timidi segnali positivi autorizzano un cauto ottimismo. E dicono che il modello "a semaforo", voluto dal premier Giuseppe Conte contro chi invece reclamava il lockdown generalizzato, sta funzionando. Ragion per cui se alla scadenza del decreto, fissata per il 3 dicembre, la curva sarà tornata sotto controllo, si potrà pensare di allentare alcune misure più restrittive.Se ne è discusso ieri a margine del consiglio dei ministri. Dove si è convenuto che la divisione del Paese in tre colori dovrebbe restare intatta, anche per evitare di mandare messaggi fuorvianti. Nella convinzione, però, che a ridosso di Natale la maggior parte delle Regioni si sarà tinta di giallo. E non ci sarà più bisogno di confermare la limitazione alla circolazione che, pure dal punto costituzionale, è la più problematica. Naturalmente resterà la «forte raccomandazione» di non ricevere ospiti in casa e magari ne verranno introdotte di nuove. Ma potersi muovere in città dopo le 22 significherà salvare il cenone della vigilia almeno coi familiari più stretti.Il governo sta facendo di tutto per far passare il messaggio che saranno festività sobrie, ma non prive di atmosfera. E in questa strategia mediatica rientra anche la corrispondenza di Conte con il bambino di Cesano Maderno, con annessa promessa del premier: «Babbo Natale non avrà bisogno di autocertificazioni per portare i regali». In realtà, su Palazzo Chigi aleggia comunque lo spettro di un Natale differenziato, con regole diverse da una Regione all’altra.In questo momento, per fare un esempio, è possibile fare shopping a Roma (zona gialla) ma non a Milano (rossa), a Palermo (arancione) ma non a Torino (rossa). Non è un problema di poco rilievo, tenuto conto che i negozi chiusi sono quelli delle zone più ricche del Paese. Ecco un altro motivo per cui il governo punta su un miglioramento dello scenario che consenta di alleggerire i provvedimenti restrittivi al Nord. Ma è solo una speranza. E non a caso Conte mette le mani avanti: «Il Natale non lo dobbiamo identificare con lo shopping, fare regali e dare un impulso all’economia. Natale è un momento di raccoglimento spirituale».Che non potranno essere feste "normali" lo lascia intendere anche Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, che prevede la conferma delle misure sullo spostamento tra regioni in base ai colori: «Non ci si potrà spostare tra regioni con diversi livelli di gravità». Significa, in altre parole, che tanti lavoratori non potranno tornare nelle città e nei paesi d’origine per celebrare la ricorrenza con i familiari.Sobrietà, è la parola d’ordine, ma anche la dimensione religiosa della festa sarà ridotta: se il Vaticano valuta l’ipotesi di anticipare le Messe della mezzanotte di Natale, il governo potrebbe introdurre un "numero" chiuso per l’accesso nelle chiese, un tetto alle presenze come quello imposto per i matrimoni. Poco shopping, niente botti ma anche momenti di preghiera non affolati. Resterebbe la tombola, per salvare la tradizione anche ai tempi del Covid: ma anche quella, con sei persone al tavolo (il numero massimo «fortemente raccomandato» dal governo) non sarà la stessa cosa.

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