Anglotedesco

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lunedì 30 novembre 2020

A Torino stretta contro lo shopping selvaggio


Pattuglie in strada, alle fermate della metropolitana, sui treni. I controlli, che non si sono mai fermati quando il Piemonte era zona rossa, saranno intensificati. Fare shopping in città, a 40 chilometri di distanza da casa propria, non è una necessità. L'appello è alla responsabilità di tutti. Negozianti compresi. Oggi si terrà l'incontro tra il Comitato, le associazioni dei commercianti e i rappresentanti della grande distribuzione. Per evitare assembramenti, è stata avanzata la richiesta del ricorso alla vigilanza privata per disciplinare le file. Oltre che ingressi contingentati e disinfettati all'ingresso. E la possibilità di allungare gli orari di apertura. «Un'opportunità per diluire le affluenze nell'arco della giornata», dice il Prefetto. Il primo giorno di un Piemonte «zona arancione» sembra essere stato vissuto come un «liberi tutti». Da un lato c'è chi sentenzia: «Le persone non si sanno controllare. Se continua così, ci chiuderanno tutti». Dall'altro chi ribatte: «E cosa si aspettavano? Riaprono i negozi e non vogliono che la gente ci vada?». Gente assiepata davanti alle vetrine, a passeggio sotto le Luci d'artista. Era consentito, certo. Ma questo non significa che la pandemia sia finita. Governo, regionali, sindaci e infettivologi invitano alla cautela. Il governatore del Piemonte Alberto Cirio non utilizza mezzi termini. Le immagini di domenica a Torino «sono immagini che non avrei voluto vedere e che non voglio più vedere», dice. «Mi hanno ricordato l'estate. Non siamo ancora usciti dall'emergenza e proprio adesso non si può sbagliare». 

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