Anglotedesco

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sabato 28 novembre 2020

ALFOLSO BONAFEDE:"No a rimpasto e Mes.Assurdo dire che siamo fermi"

 


Intervista di Andrea Malaguti 

Alfonso Bonafede, ministro della giustizia e capodelegazione del M5S, risponde al telefono pochi minuti prima di un collegamento in remoto con Palazzo Chigi per un vertice di maggioranza sul Recovery Fund. Un confronto che arriva un'ora dopo l'aspro faccia a faccia di maggioranza sul Mes. Il Pd lo vuole, i grillini no. «La divergenza di opinioni è netta, toccherà a Gualtieri trovare una sintesi», dice Bonafede. Non solo sul fondo Salva Stati, ma anche sul rimpasto. Così, nel mezzo della pandemia, il governo va avanti nel solito equilibrio precario di malintesi, traballando come se camminasse nervosamente su un ponte tibetano, in attesa che l'Europa si sbrighi a fare arrivare quei soldi che al momento sembrano sparire dall'orizzonte. 

Ministro, il Pd vuole il Mes, il Movimento 5 Stelle no. Dove porta il braccio di ferro? 

«La divergenza di opinioni esiste da sempre e la nostra posizione non è mai cambiata. Siamo convinti che non sia uno strumento adatto, è una scelta che non sta facendo nessun altro Paese. Sull'uso si dovrà passare dal Parlamento. Quanto alla riforma del Mes, sarà importante che domani il ministro Gualtieri trovi una sintesi in commissione». 

Il Pd accusa il governo di cui fa parte di essere immobile. Escludendo che parlino di loro stessi, evidentemente ce l'hanno con voi. 

«Se qualcuno lo ha detto, sbaglia. È palesemente falso che questo governo sia immobile. E certamente non fanno bene all'esecutivo i messaggi in senso opposto che arrivano da alcuni membri della maggioranza». 

Il rimpasto è all'ordine del giorno? 

«Non mi risulta». 

Non è un no. 

«È un no. Non credo che abbia senso commentare i retroscena. Siamo concentrati sul lavoro da fare per il Paese e in un momento come questo, nel bel mezzo di una pandemia, perdere tempo sulle liturgie della vecchia politica sarebbe incomprensibile». 

Di Maio e Renzi si sentono sotto rappresentati nel governo. Sono anche loro vecchia politica? 

«Parlo tutti i giorni con Luigi e non mi risulta che sia così. Siamo concentrati sulle opportunità offerte dal Recovery Plan su cui dobbiamo accelerare. I suoi punti fondamentali fanno parte del dna del Movimento 5 Stelle: svolta green, digitalizzazione e sostegno alle fasce più deboli. Ma c'è un'altra cosa che voglio dire: come capodelegazione sono davvero orgoglioso del lavoro che i nostri ministri stanno facendo all'interno del governo». 

Eppure secondo i sondaggi la vostra popolarità è in calo. E anche quella del presidente del consiglio. Un eventuale rimpasto potrebbe riguardare anche Conte? 

«L'ho già detto e lo ripeto. Mettere in discussione Conte è fantascienza. Il lavoro che sta facendo a livello nazionale e internazionale è incredibile e sotto gli occhi di tutti». 

Ha glissato su Renzi. 

«In generale non commento quello che fanno e dicono le altre forze politiche». 

Non commenta neanche l'appoggio esterno di Berlusconi al governo? 

«La maggioranza è perfettamente autonoma e non ha bisogno di appoggi esterni. Se poi su singole proposte le opposizioni condividono le posizioni della maggioranza ben venga. Ho sempre ragionato così anche quando ero all'opposizione». 

Ministro, lei come lo passerà il Natale? 

«Starò a casa». 

Pensa anche lei, come il ministro Boccia, che se si fa nascere Nostro Signore Gesù due ore prima non c'è niente di male? 

«Era una battuta del ministro, io mi limito a dire che le regole previste per le festività sono necessarie. Gli italiani hanno fatto tanti sacrifici. Sarebbe assurdo vanificarli ora. E glielo dice una persona che, avendo i genitori in Sicilia, ha sempre considerato le festività natalizie un momento speciale». 

Lei ha figli? 

«Due. Di 6 e 10 anni». 

Perché loro possono andare a scuola e i ragazzi un po' più grandi no? 

«Il governo ha preso questa decisione anche in base al parere degli scienziati. Secondo il Movimento 5 Stelle le scuole andranno riaperte gradualmente quanto prima, non appena ci saranno le condizioni. E so bene che anche questo è un enorme sacrificio che chiediamo a tante famiglie». 

A Ferragosto non siete stati così rigorosi. 

«Abbiamo raccomandato sempre la massima prudenza, mentre dalle opposizioni ci accusavano di dittatura sanitaria. Ma è inutile recriminare, più utile fare tesoro anche di quella lezione che ci ha detto una cosa chiara: in occasione di festività, è importante prevedere misure ad hoc, anche per tempi brevi, per evitare l'aumento dei contagi». 

Ministro, ieri tre intellettuali italiani - Luigi Manconi su La Stampa, Roberto Saviano su Repubblica e Sandro Veronesi sul Corriere - hanno lanciato un appello contro il sovraffollamento delle carceri e si sono uniti allo sciopero della fame di Rita Bernardini e di 700 detenuti. 

«Ho letto, naturalmente e nel rispetto delle opinioni di tutti, ci tengo a dire che il livello di attenzione sulle carceri è altissimo. E per questo voglio ringraziare il Dap che sta adottando tutte le misure possibili: triage, gel, mascherine, isolamento precauzionale e dei positivi, collaborazione con le autorità sanitarie locali». 

E quindi? 

«E quindi sottolineato che la situazione è seria e che stiamo facendo tutto il possibile, voglio anche dire che ci stiamo muovendo in assoluta trasparenza pubblicando tutti i dati sul sito del ministero». 

Che cosa dicono i dati? 

«Che i detenuti sono meno di 54mila e non oltre 60mila come qualcuno ha detto e che il 95% dei positivi sono asintomatici. Ci tengo anche a dire che per me che ho scritto i decreti anti mafia è fondamentale che i benefici penitenziari, come abbiamo già sancito per legge, non riguardino mafiosi e autori di reati gravi». 

Il numero dei contagiati è preoccupante anche tra le forze di polizia penitenziaria. 

«Mi permetta di ringraziarli per il lavoro, l'abnegazione e la professionalità che stanno dimostrando in un momento così difficile. Stiamo facendo di tutto per salvaguardare anche loro». 

Ministro, ora che in Calabria avete nominato il Prefetto Longo, quale sarà il ruolo di Gino Strada? 

«Il prefetto Longo e Strada hanno ruoli differenti. Sono due persone straordinariamente competenti e capaci, e penso che la sanità calabrese non sia mai stata in buone mani come oggi». 

Il senatore Morra dopo le parole su Jole Santelli avrebbe dovuto dimettersi? 

«No. E riguardo a quelle parole ha già detto di essere dispiaciuto». 


I dati relativi alla violenza sulle donne sono ancora impressionanti. E il lockdown ha peggiorato la situazione. 

«È vero ed è tremendo. Ma il codice rosso è una risposta importante. Abbiamo inasprito le pene e introdotto nuovi reati. Penso al revenge porn, reato per il quale in dodici mesi le Procure hanno aperto più di mille fascicoli. È una lotta durissima. Innanzitutto culturale. Ma è importante che le donne vittime di violenza sappiano che possono contare sullo Stato, siamo al loro fianco». 

Ministro, un'ultima cosa: lei è favorevole all'abolizione del vincolo del doppio mandato tra i 5 Stelle? 

«Su questo tema si continua a fare confusione senza che ce ne sia bisogno. Nessuno lo ha mai messo in discussione, come è emerso chiaramente anche agli Stati Generali».

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