Anglotedesco

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venerdì 27 novembre 2020

ANTONIO MISIANI: «Operazione in due tempi.Nel 2021 arrivano gli indennizzi»

 


Intervista di Paolo Baroni 

Subito il rinvio delle tasse, operazione che assorbirà quasi tutti gli 8 miliardi dell'ultimo scostamento di bilancio, e col 2021 via agli indennizzi a favore di tutte le attività maggiormente danneggiate dalle restrizioni, a prescindere dai codici Ateco e dalle fasce di classificazione delle Regioni, ma calcolando i cali di fatturato dell'ultima parte del 2020. È un'operazione «in due step» quella del governo, come spiega il viceministro dell'Economia Antonio Misiani. Che a proposito del Mes sostiene che la riforma del Salvastati «è importante e va approvata», e soprattutto «va tenuta separata dall'eventuale utilizzo della linea di credito per gli investimenti in sanità su cui sia nella maggioranza che nell'opposizione ci son disparità di vedute». 

Intanto avete incassato una quasi unanimità sul nuovo scostamento di bilancio... 

«È stato un passaggio molto positivo, un segnale importante dal punto di vista istituzionale e politico, un'assunzione di responsabilità comune della maggioranza e dell'opposizione nei confronti di chi sta soffrendo di più le conseguenze della crisi». 

Ora però questa unanimità rischia di infrangersi sul Mes: i Cinque Stelle continuano a dire che «non serve» e che la riforma «è dannosa». 

«Bisogna distinguere: un conto è la riforma del funzionamento del Mes ed un altro conto è la decisione di utilizzare o meno la linea di credito speciale introdotta con la pandemia. La riforma va fatta, serve a migliorare il funzionamento di uno strumento che tutti abbiamo criticato nella sua configurazione del 2012. Se la riforma verrà approvata, il Mes diventerà uno strumento molto importante per fronteggiare le crisi bancarie grazie al meccanismo del backstop». 

Quindi non è vero che la riforma peggiorerebbe il Mes? 

«Assolutamente no. La riforma è utile e va approvata. Decidere o meno l'utilizzo del Mes sanitario è un altro paio di maniche. Su questo punto, come è noto, c'è un dissenso all'interno della maggioranza e dell'opposizione del quale prendiamo atto. Come Partito democratico, abbiamo una posizione favorevole che non è condivisa dal Movimento Cinque Stelle. L'ultima parola, in ogni caso, spetta al Parlamento e su questo tema non è calendarizzata alcuna decisione nell'immediato. Sulla riforma del Mes c'è, invece, un consenso larghissimo a livello europeo e noi riteniamo che i tempi siano maturi per procedere. Lunedì il ministro dell'Economia Gualtieri verrà ascoltato dalle commissioni di Camera e Senato, e in quelle sedi si potrà sviluppare tutto il dibattito necessario e chiarire ogni aspetto di merito della questione». 

C'è chi sostiene che questo «muro» sul Mes serve al M5s a tenere dentro Di Battista... 

«Non entro nel dibattito interno di altre forze politiche, il confronto nel mio partito basta e avanza...». 

Gli 8 miliardi di nuovo scostamento serviranno principalmente a rinviare le tasse. «Si, quasi tutti». Quindi non ci sarà spazio per altri interventi? 

«Nel complesso, abbiamo deciso di fare un'operazione in due step: subito i rinvii fiscali e a gennaio un intervento di ristoro perequativo che prescinda dai codici Ateco e dalle classificazione delle Regioni e guardi alle perdite di fatturato registrate nell'ultima fase del 2020». 

È immaginabile ampliare subito la lista dei codici Ateco? 

«Nel decreto "Ristori quater" ci sarà l'estensione agli agenti di commercio. Per il resto, c'è una discussione in atto in Senato e ci sono diverse proposte che potrebbero essere finanziate in sede di conversione. Ma sul 2021, perché da qui a fine anno l'Agenzia delle entrate è in grado di gestire ulteriori pagamenti per un numero limitato di casistiche aggiuntive». 

Le tasse vengono rinviate al 30 aprile, poi è immaginabile una qualche rateizzazione? 

«Sarà prevista per il versamento delle ritenute e dell'Iva. Sarà possibile pagare in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o in 4 rate mensili». 

La nota del Mef di ieri non cita la rottamazione... 

«Il termine delle definizioni agevolate sarà spostato al 1° marzo 2021». 

Lo scostamento sul 2021 da quanto sarà: da 15-20 o magari 30 miliardi? 

«La cifra è tutta da definire. Ricordo però che non partiamo da zero: nella legge di bilancio ci sono già circa 4 miliardi stanziati per nuovi provvedimenti di ristoro». 

Comunque sia si tratta di una bella sfida... 

«La sfida del 2021 è duplice: da un lato proseguire con le politiche di sostegno nei confronti delle imprese e dei lavoratori penalizzati dalle misure restrittive e dalla crisi, ma poi anche costruire una prospettiva di sviluppo di medio lungo periodo del Paese. Che vuol dire gli oltre 200 miliardi di Next Generation Eu, ma anche il piano di investimenti pluriennale da 50 miliardi previsto nella legge di Bilancio. E vuol dire fare le riforme necessarie a far ripartire l'Italia, a partire da quella fiscale. Si tratta di un impegno intensissimo, ma è assolutamente indispensabile: sarebbe un errore concentrarsi solo sull'emergenza, perdendo di vista la necessità di decidere ora la direzione da prendere per il futuro dell'Italia». 

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